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Umbria: servono 220 mln per messa in sicurezza scuole

domenica 10 giugno 2012

2' di lettura

Perugia, 5 giu. - (Adnkronos) - Sono quasi 650 gli edifici su un totale di circa 1600 che in Umbria sono soggetti all'obbligo di verifica sismica. E' uno dei dati che emerge dall'aggiornamento al 31 maggio scorso della ricognizione effettuata dalla Regione dell'Umbria in vista della scadenza del termine, fissato al prossimo 31 dicembre da un ordinanza ministeriale, che obbliga i proprietari delle cosiddette opere strategiche (edifici destinati a sedi di amministrazioni pubbliche, ospedali, strutture sanitarie, edifici individuati per la gestione dell'emergenza, strade, ferrovie ecc.) e rilevanti (scuole, teatri, biblioteche ecc.) di procedere alla verifica sismica per le finalita' di protezione civile in caso di evento sismico. "E' una situazione che merita la massima attenzione - afferma l'assessore regionale Stefano Vinti - in quanto questi numeri sono certamente destinati ad aumentare, visto che non tutti i soggetti obbligati hanno provveduto a censire le opere di competenza, e, visto che le risorse a disposizione della nostra regione coprono poco piu' del dieci per cento delle necessita' rilevate soltanto nel settore dell'edilizia scolastica". Agli uffici regionali sono pervenute le schede di 1545 strutture strategiche e rilevanti (1.216 edifici e 329 ponti). "Per fornire un ordine di grandezza circa le risorse necessarie- ha affermato Vinti - recentemente, da una stima sui costi necessari per il completamento delle verifiche sismiche sugli edifici scolastici che rappresentano una tipologia di edifici strategici e rilevanti e per eventuali interventi di miglioramento sismico sugli stessi e' risultato che servono circa 4 milioni di euro per le verifiche e circa 220 milioni di euro per gli interventi necessari per conseguire il miglioramento sismico. Sia le verifiche che gli eventuali interventi di miglioramento ed adeguamento sismico sono a carico dei proprietari, in gran parte individuabili negli Enti Locali, che, come e' noto, non sono in grado di fronteggiare, neanche con programmi pluriennali, impegni cosi' rilevanti". (segue)

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