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Brindisi: Ferrarotti, giustizia fai da te effetto disgregazione societa'

domenica 10 giugno 2012

2' di lettura

Roma, 7 giu. (Adnkronos) - L'attentato di Brindisi, ad opera di un uomo all'apparenza normale, con una famiglia normale alle spalle, che ha agito per una sorta di giustizia fai da te "e' un segnale di allarme di gravita' eccezionale" che evidenzia come "la societa', intesa come corpo sociale tenuto insieme da valori e interessi condivisi, si vada sfilacciando sempre di piu' e, in nome dell'interesse personale, dell'autoreferenzialita' e dell'individualismo sfrenato si avvicini sempre piu' alla barbarie e alla giungla". Lo dice all'Adnkronos il sociologo Franco Ferrarotti, che avverte: "cosi' si vive in un Paese non piu' sicuro". Ferrarotti osserva poi che "se l'epilogo di questa vicenda ha portato ad escludere variabili quali il terrorismo o l'ipotesi di una persona sessualmente deviata che se la prende con i ragazzini, l'atto isolato di un uomo, la sua giustizia 'fai da te', e' altrettanto allarmante perche' e' sfociata in una violenza cieca e criminale. Situazioni analoghe, per fortuna meno gravi, a quelle degli attentati a Equitalia, in cui si arriva ad esprimere con la violenza il disagio, l'angoscia di non poter pagare le imposte dovute o la rabbia per una giustizia dai tempi lunghi". Insomma "siamo di fronte a situazioni inaccettabili sulle quali bisogna richiamare l'attenzione. Sono il sintomo preoccupante - spiega - dell'inaridirsi del concetto di societa' in quanto comunita'. L'opinione pubblica e le classi dirigenti di questo paese - e' convinto Ferrarotti - hanno esagerato sull'autereferenzialita' e sull'individuo concepito come principio e fine della societa'. Essa dunque non e' piu' sinonimo di 'insiemita", di corpo sociale tenuto insieme da valori condivisi e interessi generali, a tal punto da arrivare, in nome dell'interesse personale o tutt'al piu' famigliare, alla barbarie". "Bisogna tornare alla normalita' - ammonisce - a riconoscere che l'interesse personale, seppur legittimo, e' iscritto e garantito da quello generale. Altrimenti - conclude - e' la legge della giungla".

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