Roma, 10 set. - (Adnkronos) - L'insegnante non puo' rispondere con "l'uso della violenza, fisica o psichica" agli atteggiamenti di bullismo degli alunni. Lo ha stabilito la Cassazione, che ha condannato a 15 giorni di reclusione una professoressa di una scuola media di Palermo "per avere abusato dei mezzi di correzione e di disciplina" ai danni di un alunno di 11 anni, "costringendolo a scrivere per 100 volte sul quaderno la frase 'sono un deficiente' e per avere adoperato nei suoi confronti un comportamento palesemente vessatorio, rivolgendogli espressioni che ne mortificavano la dignita"'. In primo grado la professoressa era stata assolta al termine di un giudizio abbreviato dal Gip del tribunale di Palermo, che ritenne "che il singolare 'compito' assegnato dalla professoressa all'alunno fosse stato motivato -ricostruisce la sentenza- dall'intento dell'insegnante di interrompere, con un intervento tempestivo ed energico, una condotta 'bullistica"' dell'alunno, il quale "aveva tenuto un atteggiamento derisorio ed emarginante" nei confronti di un compagno di classe. Successivamente la Corte d'appello di Palermo aveva dichiarato l'imputata "colpevole del reato di abuso dei mezzi di disciplina". (segue)