Roma, 11 set. (Adnkronos) - Per tutta la vita ha continuato a definirsi un tipografo eppure e' considerato il piu' grande fotografo italiano del Novecento fin da quando, nel 1963, il curatore del MoMA di New York acquisi' per il Museo la serie Scanno, inserendo anche una fotografia nel prestigioso catalogo Looking at Photographs. Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 - 2000) sfugge ad ogni scuola o definizione, la sua e' un'arte fotografica senza precedenti, in cui le immagini sottolineano l'aspetto emotivo della realta'. Dal 12 settembre al 20 gennaio 2013 il Museo di Roma in Trastevere ospita 'Mario Giacomelli. Fotografie dall'archivio di Luigi Crocenzi', esposizione di 90 immagini e di 13 lettere e documenti del celebre fotografo marchigiano promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale in collaborazione con il CRAF- Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia. La mostra e' a cura di Walter Liva. Organizzazione e servizi museali sono di Ze'tema Progetto Cultura. Catalogo Litho Stampa. Le immagini e i documenti in mostra sono stati selezionati tra i materiali che il CRAF ha acquisito nel 1995 con l'archivio di Luigi Crocenzi costituito da lettere, libri e fotografie che l'uomo di cultura fermano aveva raccolto nel corso degli anni. Tra questi materiali spicca per il suo enorme valore il corpus di oltre 250 vintages realizzati da Mario Giacomelli dagli anni '50 alla fine degli anni '70. Giacomelli e Crocenzi furono legati da un profondo rapporto di amicizia che si tradusse anche nella collaborazione alla sceneggiatura di 'Un uomo una donna un amore' nel 1961 e di A Silvia nel 1963. (segue)