Milano, 11 set. (Adnkronos) - Era detenuto a Milano Opera, proveniente dal carcere milanese di San Vittore, dove scontava una pena per maltrattamenti in famiglia. Domenica e' morto in ospedale, dopo aver tentato il suicidio in cella. D.R., 26 anni, aveva un fine pena al 26 dicembre prossimo e, dopo la sua morte, i genitori hanno autorizzato l'espianto degli organi. E' quanto rende noto il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. "Questo ennesimo suicidio ci preoccupa. La carenza di personale di Polizia Penitenziaria e di educatori, di psicologi e di Personale medico specializzato -dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria- il pesante sovraffollamento dei carceri italiani (67mila detenuti in carceri che ne potrebbero ospitare 43mila,con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignita' stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite tenuto anche conto che piu' del 40% di chi e' detenuto e' in attesa di un giudizio definitivo) sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi". "Spesso, come a Milano, il personale di Polizia Penitenziaria e' stato ed e' lasciato da solo a gestire all'interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Le tensioni in carcere crescono non piu' di giorno in giorno, ma di ora in ora: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli Agenti e alle strutture ed impedire l'implosione del sistema". (segue)