Taranto, 12 set. - (Adnkronos) - "L'incidente ad una tubazione della raffineria con relativo incendio e sprigionamento di una lunga cortina di fumo e' l'ultimo di una lunga serie che ha coinvolto lo stabilimento Eni negli ultimi anni. Questo contesto di rischio permanente per cittadini e lavoratori e' sempre piu' insostenibile". Lo affermano in una nota Lunetta Franco, presidente del Circolo Legambiente di Taranto e Leo Corvace, del direttivo locale dell'associazione che ricordano l'incendio al nuovo impianto di idrocracking (aprile 2010) ed altri di diversa portata (1° Maggio 2006, 12 Ottobre 2007/ ecc ) a cui si associano quelli accaduti a navi attraccate al porto ed allo stabilimento Ilva. "In questo contesto - affermano Franco e Corvace - intollerabili sono i forti ritardi istituzionali nell'applicazione della direttiva 'Seveso' sul territorio. La popolazione non e' informata sulle norme da seguire in caso di incidente rilevante. Il piano di emergenza esterno - sottolineano - non e' stato ancora adeguato da parte della Prefettura. Nel merito vistose sono le responsabilita' della stessa Eni. Forti sono i suoi ritardi accumulati nell'adempimento degli obblighi previsti dalla stessa direttiva 'Seveso' e dalle norme in materia di prevenzione antincendio". (segue)