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Tumori: mammografia promossa, vite salvate sono il doppio di cure inutili

Salute
domenica 16 settembre 2012

2' di lettura

Milano, 13 set. (Adnkronos Salute) - Per ogni donna che dopo una mammografia riceve trattamenti inutili contro un cancro al seno che non si svilupperà mai, due donne vengono salvate da un tumore killer. In altre parole, i benefici degli screening mammografici sono doppi rispetto ai rischi di sovradiagnosi. Una maxi revisione europea pubblicata sul 'Journal of Medical Screening', che ha preso in esame i dati relativi a milioni di donne, sembra mettere la parola fine al dibattito acceso da alcuni studi che contestano l'effettiva utilità di offrire screening periodici alle donne over 50, come accade in molti Paesi del mondo tra cui l'Italia. Le principali critiche ai test mammografici 'di massa' portano la firma di Peter Gotzsche, direttore della Nordic Cochrane Collaboration di Copenhagen, braccio danese dell'iniziativa internazionale no profit che si propone di valutare criticamente la reale efficacia degli interventi sanitari. Dopo numerose e discusse ricerche sul tema, all'inizio di quest'anno l'esperto ha riacceso le polemiche con il libro 'Screening mammografici: verità, bugie e controversie'. Nel volume spiega che, su 2 mila donne sottoposte a mammografia, probabilmente solo una viene salvata, mente altre 10 subiscono un danno. La nuova revisione, invece, gli dà torto e rassicura le donne: "Per ogni mille che vengono controllate ogni 2 anni, dai 50 anni di età ai 68-69 - concludono gli autori - vengono salvate da 7 a 9 vite, contro 4 casi di sovradiagnosi". Le donne salvate, dunque, sarebbero il doppio rispetto a quelle sottoposte a trattamenti evitabili per noduli benigni. "I risultati di questo studio, l'unico che analizza tutti i dati disponibili dei servizi di screening forniti in Europa, conferma i benefici che ci aspettavamo dalle ricerche condotte anni fa", assicura Stephen Duffy della Queen Mary University di Londra, l'ateneo che ha coordinato l'indagine. Nel realizzarla ha avuto un ruolo di primo piano anche l'italiano Eugenio Paci, direttore dell'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze: "Con questa analisi che ha 'pesato' i pro e i contro dei programmi di screening per la prevenzione del cancro - afferma - ci auguriamo di garantire alle donne la possibilità di compiere una scelta informata e consapevole".

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