(Adnkronos) - Una situazione farraginosa e schiacciata dalla burocrazia tanto che molti geologi "cercano di evitare incarichi riguardanti pratiche di pozzi per acqua". Pozzi fai-da-te, un rischio per la risorsa idrica. In mancanza di un quadro normativo chiaro, i privati improvvisano e si affidano al fai-da-te dei pozzi. "Sempre piu' spesso i pozzi "piccoli" ad uso domestico vengono realizzati con macchinette assolutamente inadeguate, che riescono si' a fare buchi in terra e a piantarci un tubo", osserva Fagioli. Controlli solo marginali. E spesso gli unici controlli riguardano lo smaltimento di fluidi di perforazione e materiali di risulta della perforazione. "Visto che ricadono nella normativa rifiuti, presentano il rischio di avere ripercussioni penali. Ma cio' e' un po' come se, trattando di problemi ambientali dovuti al traffico, ci si preoccupasse solo di come viene smaltito il contenuto dei portacenere dei veicoli". Meglio una corretta gestione dell'emergenza. E' facile ripetere tormentoni come "emergenza idrica", parlare di razionamento dell'acqua, tirare in ballo l'imponderabile, i cambiamenti climatici. "Quello di cui ci si dimentica pero' - sostiene Fagioli - e' la cialtroneria ovvero sperpero dell'acqua, di cui le perdite acquedottistiche sono la voce scandalosamente prevalente". C'e', dunque, da ripensare ad una strategia per l'acqua, "quella superficiale, relativamente semplice da vedere, e quella sotterranea per la quale ci vuole piu' impegno, impegno ripagato dalla migliore qualita' e minore vulnerabilita"'. (segue)