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Sicilia: I 'tre pilastri' programma Micciche', dai fondi Ue a burocrazia snella

domenica 16 settembre 2012

2' di lettura

Palermo, 14 set. - (Adnkronos) - Li chiama i 'tre pilastri' del suo programma e ribadisce che la "vera rivoluzione che vogliamo fare e' in questi tre pilastri che consideriamo le fondamenta di questa nuova azione amministrativa che intendiamo intraprendere nella Regione siciliana". Cosi' Gianfranco Micciche' presenta questa sera alla stampa il suo programma. Seduto con il suo portavoce Francesco Armetta davanti al pannello blu notte che fa da sfondo al suo slogan 'Sogno siciliano', l'ex viceministro dell'Economia, ribadisce: "Qualsiasi programma e' oggi fortemente condizionato da obblighi assoluti comunitari e nazionali, che chiedono il pareggio di bilancio e quindi tagli e riduzione della spesa. Fattori che comporterebbero un impoverimento ulteriore di una regione gia' povera. Io credo che questa sia una strada sbagliata e, comunque, l'economia siciliana deve restare in mano ai siciliani. Dobbiamo essere noi a decidere come raggiungere il pareggio di bilancio. La soluzione esiste. Il Bilancio, come e' noto e' composto da due voci, uscite ed entrate. Il pareggio lo otterremo lavorando sulla seconda voce: l' aumento della ricchezza". Al primo punto della sua 'rivoluzione' c'e' la 'sburocratizzazione' della Regione:"Rivoluzioneremo la pubblica amministrazione per renderla strumento al servizio della gente e delle imprese", annuncia. "Entro tre mesi l'Ars dovra' approvare la legge, da me gia' scritta, per cambiare radicalmente il sistema burocratico regionale. Chiedero' a tutti i miei alleati di sottoscriverla preliminarmente - spiega - Passeremo dal sistema infinito delle autorizzazioni a quello certo dei controlli: la legge autorizza, la pubblica amministrazione controlla durante e dopo. Vogliamo meno burocrazia e piu' liberta' per i nostri imprenditori e gli investitori stranieri. Faremo emergere le eccellenze professionali della regione gia' presenti nell'organico, responsabilizzandole e gratificandole su un reale progetto di cambiamento della funzione pubblica". Al secondo punto del suo programma ci sono "Nuovi Rapporti con l'Unione Europea e lo Stato centrale e l'uso dei Fondi Strutturali". "La Sicilia deve avere la capacita' di dialogare con l'Unione Europea e lo Stato italiano in maniera paritaria e autonoma rispetto alle proprie esigenze. Serve un'azione diretta a Bruxelles per trasformare i nostri bisogni bisogni ed esigenze in progettualita' concreta e finanziabile - sottolinea - Ripercorreremo la strada virtuosa, che ha portato alla spesa di tutti i fondi di Agenda 2000, che ha consentito alla Sicilia di ricevere ulteriori 700 milioni di euro di premialita'". E riguardo al terzo punto, Micciche' dice: "Il Presidente della Regione ha un dovere assoluto: governare. Questo significa individuare, proporre e attuare le strategie piu' idonee per la crescita della Sicilia, senza farsi dettare da nessuno l'agenda delle priorita'. In Sicilia bisogna iniziare a fare sistema. La crescita del territorio non puo' essere slegata dalle proprie naturali attitudini: turismo, agricoltura e ricerca, non possono prescindere dall'indipendenza energetica e dallo sviluppo delle reti infrastrutturali. Il Governo dovra' incentivare tutti i sistemi produttivi, economici, culturali e sociali affinche' si strutturino in una rete di integrazione reciproca. Non bisogna disperdere le proprie risorse e potenzialita' rimanendo chiusi in una logica di isolamento di settore".

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