(Adnkronos) - Il dna infatti non resiste a lungo in bocca per la continua azione della saliva e delle labbra. La sua presenza li' potrebbe voler dire solo che e' stata baciata, o toccata, il dna potrebbe anche derivare infatti da un contatto con una mano, da qualcuno in un momento molto vicino alla sua morte. Una genetista consulente della parte civile, che aveva chiesto l'accertamento a riguardo, aveva sostenuto che la permanenza del Dna in bocca non supera i pochi minuti. Salvatore aveva detto di aver baciato la moglie prima che lei si allontanasse dal punto in cui erano con la bambina. La superperizia dunque potrebbe segnare la sorte del caporalmaggiore dell'esercito Salvatore Parolisi. Qui, come in altri processi indiziari, mancano infatti molti elementi che potrebbero inchiodare l'assassino alle sue responsabilita' senza margine di dubbio. Per l'omicidio di Melania pero' non c'e' l'arma del delitto. Non ci sono testimoni oculari. Ci sono tanti indizi. E come gia' successo nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito a Perugia, l'ultima e decisiva parola potrebbe spettare a dei consulenti tecnici. Entro il 20 i periti dovranno consegnare la loro superperizia. Il 29 settembre poi e' stata fissata l'udienza in cui si parlera' delle conclusioni della perizia. Poi il gip Marina Tommolini, ha prenotato l'aula per tutti i venerdi' successivi fino alla sentenza, che a questo punto potrebbe arrivare entro novembre.