(Adnkronos) - "Sembrano pezzi riciclati", dice Zoppoli, anche in riferimento all'invocazione dell'arrivo dell'esercito nel quartiere: "E' lo stesso discorso, e' gia' venuto altre volte ma purtroppo l'organizzazione criminale si e' dimostrata elastica, ha attutito i colpi e dopo un po' ha ripreso daccapo. Con la repressione non si risolve tutto, anche questa e' una cosa ben nota". Quello che nonostante tutto e' cambiato, spiega Zoppoli, e' l'impatto visivo che fornisce Scampia: "Nel 1997, quando si e' insediato il centro Mammut, tutte le strade di Scampia erano frequentate da persone che andavano a 'bucarsi', le donne non volevano attraversare il sottopassaggio della metropolitana temendo agguati dai tossicodipendenti. Oggi questo non succede piu', anche grazie alle associazioni presenti sul territorio". "Come colpo d'occhio le cose sono migliorate, quello che non e' migliorato - sottolinea - e' l'aspetto strutturale. Sapere che tipo di vocazione urbana si pensa possa avere Scampia, se finira' mai di essere il supermercato della droga e della malaffare. Soprattutto, resta questa sorta di immagine da fiction nella quale c'e' il male di qua e il bene di la', ci sono le associazioni che devono far vedere che ci sono le cose buone contro un quartiere dipinto come l'inferno. Scampia e' invece come tutti gli altri quartieri della citta'". (segue)