Roma, 16 ago. (Adnkronos Salute) - Il modo in cui vengono promossi alcuni interventi estetici è "immorale" ed è questo, oltre allo scandalo delle protesi mammarie difettose Pip, uno dei motivi che hanno portato all'avvio di una revisione dell'industria della chirurgia estetica in Gran Bretagna. Ne è convinto Bruce Keogh, direttore medico del National Health Service britannico, intervistato dal 'Telegraph' online. Secondo Keogh, innanzitutto, "abbiamo bisogno di un registro centrale per sapere chi si è sottoposto all'impianto di protesi Pip, perché abbiamo avuto parecchie difficoltà a identificare le pazienti dopo la scandalo. Dovremmo lavorare poi per capire come l'industria protegge i pazienti. Nel caso di quella cosmetica, infatti, si tratta di un ampia gamma di settori, che prevedono procedure più o meno invasive. Dal mio punto di vista i pazienti dovrebbero essere sempre certi che quel che viene iniettato o impiantato nel loro corpo rispetta dei criteri di sicurezza, che chi effettua la procedura è qualificato per farlo e che c'è un processo regolatorio che garantisce tutto questo". "Mi preoccupa - aggiunge l'esperto - che in questo campo si stia diffondendo la cultura del '2x1', delle offerte che 'scadono' e che quindi non danno modo ai pazienti di riflettere su quello che stanno facendo, altrimenti perdono lo sconto. Molte persone che intraprendono procedure anche importanti per ragioni estetiche non si rendono conto che si tratta di interventi che hanno implicazioni per tutta la vita", conclude Keogh.