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Mafia: Marina Berlusconi, gogna mediatica, storia finira' nel nulla (2)

domenica 29 luglio 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - "Faccio le verifiche -aggiunge Marina Berlusconi- , e in effetti emerge che e' esistito fino a sette anni fa, anche se non ne ho mai avuto la disponibilita' e a mia memoria non l'ho mai utilizzato. Che cosa devo andare a dire allora alla Procura di Palermo? Che di questo conto non ricordo assolutamente nulla, dei bonifici alla famiglia Dell'Utri tantomeno? Che peraltro non trovo nulla di strano nel fatto che mio padre senta, direi, il dovere etico, oltre che il desiderio, di sostenere un prezioso collaboratore il quale, all'apice del successo professionale, e' improvvisamente sprofondato in un incubo che da quasi vent'anni lo costringe a trascinarsi da un tribunale a una Procura, un incubo che gli ha rovinato non solo la carriera ma anche la vita, un incubo che e' guarda caso comparso in contemporanea con la discesa in campo di mio padre? E' la pura verita'". "Ma per dire questo e' necessario che io debba andare a Palermo, per sentirmi chiedere informazioni che senza alcuna fatica e con molto minor dispendio di energie avrebbe potuto domandarmi un incaricato della Guardia di Finanza di Milano? E' necessario che venga interrogata da un gruppo di pm antimafia, e soprattutto che debba espormi a quell'efficientissima gogna mediatica che non riposa mai? Comunque vado non appena possibile, addirittura in anticipo. Contesto, su indicazione dei miei legali, la possibilita' di essere ascoltata, per svariate e rilevanti ragioni. Successivamente rispondo a tutte le domande (una ventina di minuti complessivamente), riparto senza dire nulla - rispettosa del segreto di indagine - alla stampa che qualcuno mi ha fatto trovare schierata in forze all'uscita". Risultato? "Nel giro di poche ore mi vedo precipitata nell'inferno mediatico. Nei tg della sera la mia foto si mescola con quelle dei boss e di orribili stragi, tutto tenuto insieme da una parola che mi mette i brividi solo a pronunciarla: mafia. Peggio avviene con i giornali di stamane. Ben forniti dai soliti noti 'ambienti giudiziari' di mezze verita' e bugie intere, mi descrivono come una teste evasiva o che aveva l'unica preoccupazione di evitarsi problemi. Naturalmente, basta leggere il verbale della mia deposizione (a quando le fotocopie da parte degli 'ambienti giudiziari'?) per rendersi conto che non e' vera ne' l'una ne' l'altra cosa". (segue)

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