(Adnkronos/Cinematografo.it) - Fronte del cartellone, viceversa, Barbera parla di "mix di grandi autori, registi meno noti e assoluti sconosciuti" e indica la retta via: "I festival devono recuperare la dimensione originaria dell'esplorazione, non ci si deve adagiare su riconoscimento e omaggio di cineasti gia' affermati". Tra le novita' gia' annunciate, l'abolizione della sezione Controcampo Italiano, "troppo simile a una riserva indiana: gli italiani a Venezia devono stare alla pari con i film stranieri, e questa e' una valorizzazione". Tra i temi della selezione ufficiale, il principale e' la crisi nelle sue varie accezioni: "Economica, di valori, comportamenti, modelli e rapporti, con la solitudine per ricaduta". Ma a farla da padrone sono anche i fondamentalismi, gia' a partire dal film d'apertura di Mira Nair, The Reluctant Fondamentalist. Ma non sara' un festival "troppo sobrio, serio, radicale", insomma, ci saranno le star, da Ben Affleck (To the Wonder di Malick) a Zac Efron, passando per la madrina Kasia Smutniak. Capitolo soldi e concorrenza: il festival costa 13 milioni di euro, il Ministero dei Beni culturali ne mette tra i 7,1 e i 7,5, il resto sponsor e biglietti, mentre la "concorrenza di Roma sarebbe stata inaccettabile, urtante - dice Baratta - se con un gesto accomodante non avesse spostato piu' in la' le date: dobbiamo deciderci, far vincere l'Italia o darci un cazzotto in testa, lo sport piu' diffuso del Paese".