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Cinema: Flavio Insinna al Fiuggi Family Festival in ricordo del padre

domenica 29 luglio 2012

2' di lettura

Fiuggi, 27 lug. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "I miei non mi hanno mai detto 'te l'avevo detto': quando ho sbagliato, quando non ho fatto il medico come mio padre, quando ho detto faccio l'attore e lui ha pianto per due anni. L'occasione per dirlo la ebbe dopo un po' di tempo che la mia carriera non ingranava e io volevo smettere. Venne in camera mia per dire: 'Vuoi scappare adesso dopo tutti i sacrifici che hai fatto?'. Come Eduardo, andando via, disse: 'Noi Insinna non scappiamo mai'. Era il '96 e da li' e' andata come e' andata". E' questo uno di tanti aneddoti raccontati dall'attore e mattatore televisivo Flavio Insinna, ospite ieri pomeriggio della V edizione del Fiuggi Family Festival (25-29 luglio), per presentare il suo libro "Neanche un morso all'orecchio", edito da Mondadori. Un'opera autobiografica, in cui narra il faticoso percorso intrapreso due anni fa, dopo la morte del padre e che lo ha portato lontano dalla scena per diverso tempo. "Sono tornato, ma non ero pronto a tornare. L'ho fatto esclusivamente per ridare a mia madre e a mia sorella, anche se in modo illusorio, una sensazione di normalita"'. Al ruolo di genitore sembra ricondurlo la sua ultima interpretazione in un piccolo cameo a fianco di Cecilia Dazzi e del protagonista di 'Scialla!', Filippo Scicchitano, nel film, ancora in fase di lavorazione, 'Bianca come il latte, rossa come il sangue', di Giacomo Campiotti. E ancora una volta potremmo vederlo nelle vesti di un padre nel prossimo lungometraggio di Fausto Brizzi (per cui aveva gia' lavorato in 'Ex' con Claudia Gerini nel 2008) - "solo se riesco ad incastrare le date", precisa Insinna. Perche' di impegni e progetti in cantiere sembra averne molti. Primo fra tutti un programma per Radio2 il fine settimana e nuove trattative in corso con Rai1, "ma senza, almeno da parte mia, la fretta di esserci" aggiunge l'attore, che si e' concesso alla platea della kermesse, dedicata ieri alla figura del padre, regalando momenti di commozione e divertimento. Allo stesso argomento sono legati anche i primi due film in concorso: 'Ella y el candidato' (2011), del messicano Roberto Girault e 'Les Papas du dimanche' (2012), del francese Luis Becker.

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