Taranto, 27 lug. - (Adnkronos) - "Si fa riferimento a un momento particolare negli ultimi sette anni, richiamato spesso da chi ha interesse a dire che il passaggio dall'Italsider all'Ilva ha rappresentato un abattimento delle emissioni di diossina. Questo e' anche vero ma non e' soltanto con la diossina che oggi stiamo avvelenando Taranto". Lo ha sottolineato il procuratore generale della Corte di Appello di Lecce, Giuseppe Vignola, alla conferenza stampa di stamane convocata, insieme al procuratore della Repubblca del capoluogo jonico Franco Sebastio, per chiarire alcuni aspetti del sequestro delle aree piu' importanti (agglomerati, cokerie, acciaierie, parchi minerali) dello stabilimento siderurgico Ilva e delle otto ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per altrettanti dirigenti nazionali e locali dell'azienda. "Ci sono le polveri sottili, i Pm10 e altri agenti patogeni - ha aggiunto - che in alcuni centinaia di casi hanno dato purtroppo quell'esito letale di cui tutti hanno sentito parlare. Vi sono ancora migliaia di persone, all'interno della stessa Ilva, e quindi parliamo degli operai, in nome e per conto della loro salute la Procura della Repubblica e' intervenuta. Parliamo anche degli abitanti dei quartieri confinanti, il quartiere Tamburi, o anche che abitano anche in quartieri piu' lontani dove ci sono ipotesi di inquinamento e di malattie".