(Adnkronos) - Tanti gli argomenti toccati dall'ex avvocato autore di canzoni intramontabili come 'Un gelato al limon", "Madeleine" e "Vieni via con me": da d'Annunzio, "mi basta sentire 'La pioggia del pineto' per essere felice, ho sempre desiderato vedere questo posto, adesso lo respiro un po' dopo averlo visto in molti servizi fotografici, non so se scrivero' una canzone su d'Annunzio, ma mi attrae sicuramente, l'ispirazione macina, chissa', ci sentiremo…", al libro 'Paolo Conte - un pomeriggio tra gli inchiostri con Gigi' e l'omonima mostra che si inaugura oggi a Pescara "mi trovavo li' per un concerto e mi hanno invitato a provare l'arte dell'incisione, ma io ero l'ultimo degli incisori e il primo dei dilettanti, ne hanno fatto un libro e una mostra con le mie opere, che butterei tutte tranne qualche cavallo che mi e' venuto bene". Sul momento storico che stiamo vivendo, Conte non ha espresso giudizi particolari, ma ha dichiarato "puo' darsi che siano anni di passaggio, puo' darsi che siano anni di un futuro che non si preannuncia tanto allegro, non so". Non sono mancate gag divertenti tra i due protagonisti del palco: "ma come mai i giornalisti le fanno sempre la stessa domanda sul perche' le sue canzoni non trattano mai di temi legati all'attualita'? - ha chiesto ad un certo punto Guerri - visto che lei si occupa della realta' dell'anima a me sembra una stupidata", "Anche a me", ha risposto ridendo Conte. "Io e lei ci siamo incrociati gia' negli anni '80 - quando io ero un giovane direttore editoriale della Mondadori - ha continuato poi il Presidente del Vittoriale - la chiamai perche' volevo scrivere un libro e la prima cosa che le chiesi era se potevo chiamarla maestro e mi rispose subito no. Ora posso chiamarla Maestro?". "Ora direi di si"', ha risposto Conte. (segue)