(Adnkronos) - "Quella al Mibac me e' stata una splendida esperienza. Sono stato onorato di servire il mio Paese ed ho cercato di fare del mio meglio - rimarca Resca - Ringrazio i collaboratoprori e i colleghi dei risultati ottenuti che sembrano pochi rispetto alle energie spese, tanti sono invece rispetto alle reali possibilita' che questo ministero puo' dare. I miei poteri decisionali sono stati davvero scarsi, l'unica cosa che sono riuscito a fare e' convincere i miei interlocutori". Tra i problemi che ha dovuto affrontare il piu' grande e' stato "mettere insieme le linee guida per il rinnovo delle concessioni ai concessionari che gestiscono i servizi al pubblico dei musei - continua - Ci sono concessioni scadute da quattro anni, hanno combattuto le mie linee guida ma ancora oggi le stazioni appaltanti non sono riuscite a completare le gare affinche' vengano dati a nuovi operatori. Sono stato attaccato da poteri deboli e poteri forti. E' stata una grande frustrazione". Cosa rimane ancora da fare? "Ci sono ancora alcuni punti da portare avanti come l'incentivo al mecenatismo. Lo Stato non puo' garantire la conservazione e la tutela dell'intero patrimonio. Bisogna fare come all'estero incentivare i privati che contribuiscono alla manutenzione, conservazione e promozione del patrimonio culturale. Servono inoltre norme piu' chiare per la sponsorizzazione e bisogna rivedere la gestione degli introiti dalla bigliettazione. E' assurdo che vadano al ministero delle Finanze togliendo incentivazione e responsabilita' ai direttori dei musei". Pensando al futuro del Mibac, si dice preoccupato "come persona che ama il proprio Paese. Serve una nuova governance che premi la meritocrazia e l'innovazione. Il Mibac dovrebbe diventare il ministero di serie A trovandosi a gestire il bene piu' grande del Paese come i beni culturali, che non e' solo nostro ma di tutto il pianeta. Invece, questa consapevolezza non e' presente in questo ministero e questa invece e' una grande opportunita' ancora da cogliere".