Milano, 18 lug. (Adnkronos Salute) - Nuovi posti nelle Facolta' di medicina della Lombardia, finanziati da soggetti privati, per ampliare l'offerta formativa rispetto a quella prevista sulla base della programmazione ministeriale. E' l'ipotesi a cui sta lavorando l'assessore alla Sanita' della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, che ha abbozzato le linee di questo progetto futuro oggi a Milano, a margine della presentazione del nuovo sito dell'assessorato regionale alla Sanita' (www.lucianobresciani.it). Bresciani precisa: "Il punto di partenza e' uno solo. Prima di qualunque cosa, chiedo che ci sia equita' nella distribuzione dei 10.173 posti previsti a livello statale per le Facolta' di medicina italiane. Noi in Lombardia abbiamo il 16,3% della popolazione italiana e allora vogliamo anche il 16,3% dei posti in Medicina. Oggi invece siamo fermi a quota 10% circa e ci sono regioni, come il Lazio, meno popolate ma con percentuali superiori alla nostra, sopra il 13%". Una volta ottenuto "il necessario riequilibrio - continua l'assessore - la mia prossima intenzione e' quella di aprire le universita' alla cultura che chiede e non solo a coloro che possono accedere sulla base dei posti previsti con finanziamento pubblico. Per ampliare l'offerta sulla base delle esigenze del mercato regionale intendo mettere a punto un meccanismo che permetta di avere un surplus rispetto ai posti programmati, che sia finanziato da soggetti privati. Vorrei lanciare il 'progetto sperimentale universita' aperta e programmata'. Un piano che coinvolga le sei facolta' di medicina della Lombardia (Statale di Milano, Bicocca, San Raffaele, Brescia, Pavia e Insubria)".