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Sanita': Balduzzi, riorganizzazione Cri in 3 fasi per renderla forte e libera da politica

Salute
domenica 22 luglio 2012

3' di lettura

Roma, 19 lug. (Adnkronos Salute) - Un percorso graduale di riordino in tre fasi della Croce rossa italiana (Cri) per renderla "più forte, libera rispetto alla politica, cosa che è sempre stata rimproverata all'Italia, e affrancata da questa lunga stagione dell'emergenza, della transitorietà". A illustrarlo questa mattina a Roma in Commissione Sanità del Senato il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Questo percorso di riordino, spiega il ministro, "dovrebbe riuscire, e io sono convinto che così sarà, a rendere la Croce rossa più forte. Una Cri capace di muoversi con agilità su tre fronti: quello del rapporto con i pubblici poteri, quello della competizione con realtà profit e quello all'interno del mondo no-profit. Un patrimonio valorizzato e soprattutto mappato nella sua totalità. Un movimento locale, popolare, valorizzato e inserito in un circuito di ritrovata funzionalità democratica". Senza tralasciare "tutte le garanzie possibili per il personale - continua Balduzzi - è in atto, infatti, un confronto intenso, ma non facile, con le realtà sindacali, rispetto al quale esistono tanti profili problematici. In questo momento è impensabile in qualunque organizzazione pubblica la possibilità 'sic et simpliciter' di stabilizzare il precariato, ma questo rappresenta un problema, specialmente quando si tratta di precariati lunghi nel tempo, che di precariato hanno il nome ma non la sostanza lavorativa. "Il confronto con le parti sociali - precisa il ministro della Salute - e' sicuramente intenso e impegnativo. Stiamo cercando di dare tutte le garanzie possibili al personale perché l'obiettivo è quello di rendere la Croce rossa ancora più forte, di liberarla da ipoteche del passato, di finire la lunga stagione dei commissariamenti e di allineare la Croce rossa italiana, che è una grande risorsa del Paese, al movimento internazionale. Questo però, evidentemente, richiede una grande attenzione ai lavoratori e ai volontari che rappresentano questo collegamento tra il popolo italiano e la sua Croce rossa". Ecco nello specifico le tre fasi della riorganizzazione: "La prima va dall'emanazione del decreto al 31 dicembre 2013 - spiega il ministro Balduzzi - una fase nella quale ci sia uno statuto provvisorio che semplifichi il sistema istituzionale, riducendo il numero delle componenti secondo gli standard del movimento, la predisposizione di un regolamento elettorale provvisorio, le elezioni che sostituiscano gli attuali commissari delle articolazioni locali con presidenti eletti e alla fine di questo percorso, entro 120 giorni, l'assemblea nazionale che sceglie il presidente nazionale e i due vice presidenti con la conseguente cessazione del commissariamento. Questo è un segnale importante. Credo che vadano apprezzati gli sforzi di chi ha gestito la Croce rossa nel tempo, ma era strutturale la debolezza di un commissariamento permanente". "Una seconda fase - dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 - è quella durante la quale la Croce rossa cessa di esistere come ente pubblico, non economico di tipo associativo. Subentrano un'associazione e un ente pubblico non economico temporaneo non più a base associativa. Questa fase è indispensabile perché devono essere garantiti la soluzione del risanamento delle partite debitorie e il processo di riordinamento che riguarda anche il personale. Questo periodo intermedio consentirà all'associazione di costruire e stabilizzare il nuovo assetto istituzionale in una nuova veste giuridica". "Infine la fase tre - continua Balduzzi - Dal 1 gennaio 2017 esiste una e una sola Croce rossa italiana, un'associazione che entra al pari di tutte le altre altre nell'ortodossia del movimento internazionale, che ne rispetta i principi fondamentali. L'ente pubblico transitorio va in liquidazione. Tutte le obbligazioni attive e passive, il patrimonio ancora a sua disposizione e le convenzioni operative residue transitano nella competenza dell'associazione".

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