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Sanita': Idv Lazio su appalto perso da Capodarco, disabili venduti per 30 denari

domenica 22 luglio 2012

2' di lettura

Roma, 20 lug. (Adnkronos) - "In un momento di crisi come quello che sta vivendo il Paese, il lavoro e' l'unica risorsa a cui aggrapparsi per sopravvivere, specie se parliamo di lavoratori con disabilita'. La persona disabile occupata professionalmente, oltre a dimostrare di essere una risorsa produttiva, e' in grado di autodeterminarsi senza gravare sul servizio sanitario o su quello sociale, contribuisce attivamente alla crescita della societa' e ne e' partecipe. Con questa convinzione la Cooperativa Capodarco, negli anni, e' riuscita attraverso l'affidamento del servizio Recup della Regione Lazio ha garantire centinaia di posti di lavoro a persone con disabilita' svolgendo il servizio con attenzione e professionalita'. Questo pero' non e' riconosciuto dalle istituzioni, come nel caso di Frosinone". Lo dichiarano Mario Dany De Luca, Responsabile Nazionale Politiche per la Disabilita' Idv, e Anna Maria Tedeschi, Consigliera Regionale dell'Italia dei Valori. "Infatti - continuano -, la Asl di Frosinone ha autorizzato una gara sul mercato libero per il servizio Recup, fino ad ora affidata alla Capodarco, al massimo ribasso, senza preoccuparsi degli effetti sociali derivanti. La gara e' stata vinta dall'azienda Gpi Spa di Trento che ha presentato un'offerta al di sotto delle tabelle ministeriali con il risultato che l'unico modo di far quadrare i conti sara' il taglio del personale impiegato e una cospicua riduzione dei salari, oltre che l'impossibilita' che quei posti siano conservati nel tempo per le categorie piu' svantaggiate. Questa e' l'ennesimo caso in cui parole come integrazione, autodeterminazione e inclusione sono solo degli slogan propagandati ad uso e consumo dalle istituzioni che, con pietismo rassicurano le persone disabili su loro futuro e poi nei fatti non difendono il patrimonio di formazione e saperi svendendoli per 'trenta denari'". "Al di la' ora di come finira' la vicenda, sulla quale pendono varie vertenze legali, desidereremmo - concludono - che le istituzioni competenti (Regione Lazio in primis) assumessero degli impegni precisi nella gestione degli appalti che vedono coinvolte le persone disabili attraverso clausole sociali di tutela del lavoro e della condizione contrattuale, adottando le politiche di integrazione sociale gia' adottate da tempo dalla Commissione Europea e da altre Regioni di questo Paese. Infine - concludono De Luca e Tedeschi- vorremmo fare chiarezza su alcuni punti relativi alla gara, in particolare, sul fatto che la Asl di Frosinone ha permesso a qualcuno di indicare il costo del personale al di sotto della soglia prevista e capire perche' la Capodarco per coprire il servizio aveva bisogno di 145 mila ore mentre la Asl ne metta in gara 175 mila che, in termini di costo, significa 500 mila euro in piu', alla faccia dell'efficienza e del risparmio per la Pubblica Amministrazione in tempi di spendig review".

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