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Lirica: Damiano Michieletto, nella regia d'opera bisogna osare

domenica 22 luglio 2012

2' di lettura

Roma, 22 lug. (Adnkronos) - "La regia d'opera deve viaggiare oltre i confini e gli stereotipi di un Paese. Non c'e' nulla di sacro in teatro, bisogna mettersi in discussione, senza avere paura dei maestri che ci hanno preceduto e senza per forza pensare di dover piacere a qualcuno". Parola di Damiano Michieletto, il giovane regista veneziano che, a 37 anni non ancora compiuti, debuttera' il 1 agosto al Festival di Salisburgo con la regia della 'Bohe'me' di Giacomo Puccini, segnando il record del piu' giovane regista italiano mai approdato alla prestigiosa rassegna austriaca. Prima di lui gli italiani chiamati a Salisburgo sono stati Giorgio Strehler, quando aveva 44 anni, e Luca Ronconi, quando ne aveva gia' 60. "Ma Strehler la sua prima regia alla Scala l'ha fatta quando aveva 27 anni, io la faro' l'anno prossimo quando ne avro' 37", dice in un'intervista all'Adnkronos Michieletto, che l'anno prossimo debuttera' nel teatro milanese con 'Un ballo in maschera' di Giuseppe Verdi. Michieletto e' tra gli artisti italiani piu' richiesti al mondo per la regia di opere liriche. "La regia e' una cosa che e' nata e si e' sviluppata soprattutto in Europa. In Italia e' arrivata un po' dopo, per questo c'e' un gap generazionale tra regia europea e italiana", spiega il regista veneziano che dice di sentire il suo linguaggio teatrale "piu' vicino a un'estetica europea". "Ogni Paese ha le proprie tradizioni, i propri gusti e le proprie estetiche, che si sono sviluppati grazie alla cultura di quel Paese. L'importante -spiega Michieletto- e' non esserne ingabbiati e lavorare pensando di dovere assecondare un percorso che sia quello proprio e che nasca da propri linguaggi. Il fatto di non essermi formato a una scuola registica italiana -afferma- mi porta spesso a contaminare le mie idee. In questo senso sono convinto che la contaminazione sia un motore creativo in teatro. Non si deve mai avere paura dei maestri che ci hanno preceduto, il teatro non e' sacro e ci si deve mettere in discussione, proponendo qualcosa senza per forza pensare di dovere piacere a qualcuno". (segue)

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