Roma, 4 set. - (Adnkronos) - "A questo punto si ha la sensazione che la misura in corso non rappresenti null'altro che una sorta di esecuzione anticipata della pena prima del processo". Cosi' gli avvocati difensori Renato Archidiacono e Luca Petrucci, commentano l'ordinanza del tribunale del Riesame che ha confermato l'esigenza di custodia cautelare in carcere nei confronti del senatore Luigi Lusi. "Il tribunale ha ritenuto la attuale sussistenza delle esigenze cautelari tali da determinare il mantenimento della custodia in carcere senza indicare in concreto alcun elemento di fatto che possa, in qualche misura, dimostrare la necessita' di mantenere la misura in corso - sottolineano i legali di Lusi - Il ragionamento del tribunale introduce un pericolosissimo principio in base al quale dovrebbe essere l'indagato a fornire elementi che possano dimostrare la insussistenza di qualsivoglia esigenza cautelare". "In buona sostanza si richiederebbe una sorta di probatio diabolica secondo la quale il cittadino indagato dovrebbe dimostrare, cio' che alla evidenza e' indimostrabile, e, lo sarebbe per chiunque - aggiungono - Non si dice infatti nella motivazione come l'indagato potrebbe, in concreto, inquinare le prove o commettere fatti analoghi a quelli a lui attualmente contestati e cio nonostante egli si sia dimesso da tesoriere del partito e lo stesso sia stato posto da mesi in liquidazione". (segue)