(Adnkronos/Cinematografo.it) - "Secondo la tradizione romantico-kantiana -ha detto Baratta- l'arte si manifesta sotto la sua totale inutilita', ed e' proprio in virtu' di questa totale inutilita' che ci scuote e ci provoca quella che potrebbe essere chiamata ansia ermeneutica. E poi vi e' l'arte invece che ci scuote le coscienze e ci butta nella realta' e che ci aiuta a conoscere noi stessi come soggetti che operano nella storia. Il cinema ha questa straordinaria di vivere il tempo presente. Ogni Mostra la vivo come il sismografo del tempo presente". "Sono felice di questo premio -ha aggiunto Barbera- per un uomo che, politicamente schierato, ha manifestato e manifesta una coerenza personale fuori dal comune, un'attenzione al dialogo e al confronto sui grandi temi sociali e politici". "Abbiamo scelto Ken Loach -ha affermato Vigano'- perche' sa raccontare le vicende dell'umano, sapendo che l'umano non ha mai nulla d'incompatibile con il Vangelo. Per Ken Loach il cinema puo' ancora cambiare il mondo: puo' entrare in fabbrica e nelle periferie, nella marginalita' e nella disperazione, per uscirne piu' forte e consapevole". Loach, onorato del premio, ha parlato del dovere etico di dar voce agli ultimi e della speranza che "il mondo cambi", dicendo di considerare "questo riconoscimento vinto non solo da me ma da tutti i miei collaboratori: i film sono un'opera collettiva".