Roma, 7 set. (Adnkronos) - "Tra i migranti tunisini superstiti al naufragio avvenuto nelle vicinanze di Lampedusa, c'erano anche cinque minori non accompagnati che sono stati trovati scossi e fisicamente provati dopo essere rimasti in acqua per ore cercando di raggiungere a nuoto l'isolotto di Lampione". E' quanto riferiscono gli operatori di Save the Children che forniscono supporto ai bambini nel Cpsa (Centro primo soccorso e accoglienza) di Contrada Imbriacola, sull'isola siciliana. Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, esprime tutto il suo cordoglio per quanto accaduto: "Siamo addolorati per la vittima e i dispersi del tragico naufragio avvenuto a Lampedusa. Ci stiamo adoperando - rifersice - per fornire supporto in particolare ai minori superstiti, tra i piu' vulnerabili". Neri ricorda come questo naufragio segua altri sbarchi avvenuti nel corso dell'estate non solo sull'isola ma anche in Sicilia, Calabria e Puglia, dove l'utilizzo costante di imbarcazioni fatiscenti e il piu' delle volte stipate all'inverosimile espone al rischio della vita le donne e i bambini presenti. "E' indispensabile - continua Neri - che le autorita' nazionali e internazionali facciano ogni sforzo per rinforzare e moltiplicare le iniziative di prevenzione e di sicurezza in mare, e deve essere immediatamente revocata la dichiarazione di 'porto non sicuro' per Lampedusa al fine di garantire a tutti i migranti immediato soccorso". Save the Children fa notare, nella nota, che a Lampedusa dall'inizio dell'anno sono arrivati 1296 migranti, dei quali 208 sono donne e 184 minori di cui 183 non accompagnati. Gli sbarchi sull'isola si sono intensificati a partire dal 18 agosto con l'arrivo di 803 migranti, per lo piu' eritrei, somali e tunisini, dei quali 95 minori di cui 87 non accompagnati. Nel resto d'Italia sono arrivati via mare dall'inizio del 2012 ai primi di agosto 4815 migranti, dei quali 890 minori di cui 675 non accompagnati.