(Adnkronos) - "Non abbiamo un approccio invasivo - spiega ancora Fanizza - le nostre imbarcazioni si avvicinano per un massimo di un quarto d'ora al branco, quando lo trovano, e non rincorrono i delfini osservando i regolamenti della Capitaneria di Porto. E ad esempio non gli danno da mangiare". La presenza dei delfini nella zona davanti al Golfo di Taranto e' dovuta innanzitutto "a una conformazione batimetrica molto particolare di questo tratto della costa che va da Taranto verso Ovest e cioe' verso Ginosa e Castellaneta Marina per arrivare fino a Policoro in Basilicata", continua Fanizza, caratterizzata dalla presenza di "grandissimi canyon sottomarini molto profondi che fanno si' che, anche a due o tre miglia dalla costa, ci siano gia' 500-700 metri di profondita'. E a 5 miglia si puo' arrivare a 1000 e oltre. Le temperature miti, l'abbondanza di cibo, il pesce azzurro, alla base della catena alimentare dei delfini fanno il resto". Qui, insomma, hanno la loro feeding ground. "Queste sono specie pelagiche cioe' d'alto mare", prosegue. "Normalmente la stenella striata e' una specie che tende a riprodursi in una zona e poi a migrare in un'altra alla ricerca di cibo. In questo caso, invece, i delfini, proprio per le caratteristiche di questo mare, riescono a vivere e anche a riprodursi qui. perche' hanno la profondita', molto pesce azzurro, il clima mite. Queste colonie sono stanziali. Il fatto che abbiamo avvistato prima di ferragosto cuccioli di 90 centimetri significa che non sono nati altrove e poi sono arrivati qui. Questa e' una nursery", dice. Per i tarantini "e' stato una vera sorpresa scoprire che nel golfo c'erano i delfini stanziali, anche per gli appassionati di mare", evidenzia. "Noi facciamo sensibilizzazione nelle scuole e tra i cittadini sul ruolo che svolgono nell'ecosistema marino attraverso altre iniziative come il bellissimo documentario, 'I delfini di Taras', che abbiamo prodotto e che sta partecipando a vari festival internazionali specializzati". (segue)