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Salute: oltre 6 mln italiani con malattie tiroide, oggi giornata mondiale

Salute
domenica 27 maggio 2012

2' di lettura

Roma, 23 mag. (Adnkronos Salute) - Sono oltre 6 milioni gli italiani colpiti da una malattia della tiroide, la ghiandola endocrina che sintetizza ormoni di vitale importanza per i processi metabolici del nostro organismo. I soggetti più a rischio? Le donne, soprattutto quelle in gravidanza. A illustrare il quadro è Aldo Pinchera, presidente onorario Associazione italiana tiroide (Ait), oggi a Roma nel corso di un incontro al ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale della tiroide. Scopo della Giornata mondiale è quello di aumentare la consapevolezza sulle patologie legate alla tiroide e sulla prevenzione. In Italia associazioni, società scientifiche e ambulatori di endocrinologia hanno aderito organizzando screening gratuiti e convegni. Nel corso dell’incontro di questa mattina a Roma, medici endocrinologi e associazioni dei pazienti hanno lanciato alcune proposte al ministero della Salute. Dal momento che il corretto funzionamento della tiroide è legato ad un’adeguata assunzione di iodio (negli adulti almeno 150 microgrammi al giorno), specialisti e pazienti chiedono che venga assicurata l’offerta del sale iodato come prima scelta in tutti i punti vendita, anche perché in Italia il consumo di sale iodato non raggiunge il 50% della popolazione, percentuale lontana dal 95% considerato ottimale ai fini della prevenzione. E ancora: che venga allineato il prezzo del sale iodato a quello del sale comune mediante agevolazioni fiscali, e che vengano rafforzate le campagne di sensibilizzazione e prevenzione. Tra i soggetti più a rischio tiroide ci sono le donne, colpite sette volte più degli uomini. Soprattutto quelle in gravidanza, periodo in cui il fabbisogno di iodio raddoppia: ne servono 100 microgrammi in più al giorno. "Per prevenire e trattare le forme di ipotirodismo che in gestazione aumentano e possono provocare danni alla salute della mamma e del bambino – spiega Pinchera – è stato lanciato, nei reparti di endocrinologia e di ginecologia di oltre 100 ospedali italiani, il progetto pilota destinato alle donne che desiderano avere un figlio. Prevede la verifica del corretto funzionamento della ghiandola delle potenziali puerpere e la somministrazione di un questionario finalizzato ad informarle sui possibili gravi danni alla salute che la carenza di iodio può provocare, dall’infertilità all’aborto, fino a deficit cognitivi dei bimbi".

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