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Mafia: a 'Servizio Pubblico' intermediario resa Provenzano, chiese 2 mln

domenica 27 maggio 2012

1' di lettura

Roma, 23 mag. (Adnkronos) - Tre incontri per trattare una resa. E oltre due milioni di euro per costituirsi. Queste le richieste che Bernardo Provenzano, tramite un "messaggero", avrebbe fatto arrivare alla Direzione nazionale antimafia. A raccontare per primo questa storia era stato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, durante un'audizione al Consiglio superiore della magistratura. A confermarlo - in una lunga intervista in onda domani sera a Servizio Pubblico - e' proprio il misterioso 'intermediario', quell'uomo che intavolo', tra il 2003 e il 2005, per conto del Capo dei Capi, la trattativa per la sua resa dopo quarant'anni di latitanza. "Provenzano doveva essere preso prima di quell'11 aprile del 2006: in cambio, la richiesta era piu' di due milioni di euro. L'accordo c'era. A un certo punto, pero', qualcosa salto'. Mi dissero che i soldi per questa operazione c'erano, poi che erano stati deviati da un'altra parte, perche' c'era la necessita' di salvare quattro persone: quei soldi furono dati per liberare in Iraq gli ostaggi Cupertino, Stefio, Agliana e Quattrocchi".

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