Torino, 25 mag. (Adnkronos) - Aveva denunciato di essere stato vittima di un'estorsione e poi era finito nei guai, accusato di truffa ai danni dello Stato. Protagonista padre Mario Loi, sacerdote torinese di 57 anni, conosciuto come "padre Rambo" per la sua passione per le arti marziali. Oggi il procuratore generale di Torino Antonio Malagnino, ha chiesto per lui una condanna a due anni e mezzo di reclusione. Secondo la ricostruzione dell'accusa il sacerdote avrebbe usato i soldi dei finanziamenti regionali ed europei ottenuti per la ristrutturazione dei locali dell'associazione Speranza Azzurra 2000, in zona Falchera a Torino, per pagare l'estorsione messa in atto da Paolo Anglisani, titolare di una agenzia di consulenze e intermediazioni, con la complicita' di Gian Luca Febo. Era stato proprio durante le indagini sull'estorsione, dopo la denuncia del sacerdote, che gli investigatori avevano indagato lo stesso padre Loi, insieme all'amico imprenditore Ludovico Guidoni (per cui il pg ha chiesto il non doversi procedere per prescrizione), per truffa relativamente ai fondi pubblici ricevuti. Diversi gli episodi contestati al sacerdote che pero' sono stati prescritti. L'unico capo rimasto riguarda un finanziamento regionale di 120mila per ristrutturare i locali dell'associazione di volontariato che non avrebbe potuto avere perche' sulla stessa voce aveva gia' ottenuto un altro finanziamento. Ipotesi che per la difesa non sta in piedi: secondo i legali di padre Loi infatti, i documenti regionali e le dichiarazioni dei funzionari dell'ente durante il dibattimento dimostrerebbero invece che i due finanziamenti, il primo che copriva il 70% delle opere mentre il secondo solo una parte del restante 30% - spiegano - erano cumulabili. Oggi il pg Malagnino ha chiesto anche due condanne a 10 e 8 anni di carcere rispettivamente per Paolo Anglisani e Gian Luca Febo, accusati dell'estorsione ai danni di padre Loi.