(Adnkronos) - "Io non ho mai chiesto le dimissioni del prefetto Pecoraro - chiarisce Clini - ma gli ho fornito, appena lui me lo ha chiesto e cioe' a meta' marzo perche' solo allora noi siamo entrati in questa vicenda, gli elementi tecnici utili per l'individuazione di un sito che corrispondesse ai requisiti richiesti dalle direttive europee, ma il prefetto ha preferito insistere sulla scelta di Corcolle pensando che attraverso opere di ingegneria e di sistemazione di quel sito sarebbe stato possibile allestire una discarica evidentemente contro una mia valutazione e contro la valutazione del collega dei Beni culturali Ornaghi". Ministro che si e' spinto, infatti, fino a minacciare le dimissioni. Cosa che, invece, Clini non ha fatto: "Non ho minacciato le dimissioni - spiega - perche' credo che la cosa giusta fosse quella di continuare a lavorare e ragionare sui dati come poi abbiamo fatto". Detto questo, perche' nessuno ha valutato in anticipo la scelta surreale di fare una discarica vicino ad un gioiello come Villa Adriana? "E' una domanda che mi sono posto anche io senza trovare una risposta - dice il ministro dell'Ambiente - Voglio ricordare a tal proposito che questo sito era stato indicato dalla Regione Lazio fra 7 siti che la Regione considerava idonei per farci una discarica. Poi il prefetto ha considerato quella di Corcolle una soluzione idonea, ma gli elementi negativi per Corcolle c'erano gia'. Il rapporto dell'Autorita' di Bacino del fiume Tevere e il piano stralcio per la protezione per esempio del sistema acquifero ricchissimo in quell'area e' stato adottato con decreto del presidente del consiglio dei ministro nel 2009. E quindi - ribadisce Clini - sono almeno 3 anni sono note le controindicazioni per Corcolle come sito di una discarica". "Penso che Roma - e' la valutazione generale fatta dal ministro sul problema rifiuti nella Capitale - sia stata viziata dall'esistenza di una discarica grande e capiente che ha consentito di rimuovere la questione per molti anni, ma cio' non giustifica chi dalla fine degli anni 80 non ha assunto una decisone valida per allineare Roma alle direttive europee che dal '91 indicano la strada per ridurre la quantita' di rifiuti e per aumentare raccolta differenziata e recupero di materia da rifiuti".