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Gli ambientalisti bocciano i negoziati di Doha, dai governi 'accordo debole'

domenica 16 dicembre 2012

2' di lettura

Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - I negoziatori a Doha hanno fallito nel raggiungere perfino il minimo delle aspettative ai negoziati sul clima. L'accusa arriva dagli ambientalisti che si aspettavano impegni concreti e decisioni vincolanti dalla conferenza delle Nazioni Unite che si è chiusa sabato, con un giorno di ritardo rispetto al programma. Pur avendo trovato un accordo per un secondo periodo di validità del Protocollo di Kyoto, tale accordo prevede "così tante scappatoie da risultare ininfluente ai fini della riduzione globale delle emissioni di carbonio", fa sapere Greenpeace. Un accordo "vergognosamente debole, talmente lontano dalla scienza che dovrebbe sollevare questioni etiche in chi ne + responsabile", secondo Mariagrazia Midulla, responsabile Clima Energia di Wwf Italia che ha seguiro i negoziati a Doha e per la quale "alcuni paesi sviluppati hanno bloccato i negoziati facendo passi indietro rispetto ai loro impegni precedenti e rifiutandosi di prenderne di nuovi. E la cosa peggiore è che era solo una manciata di paesi come la Polonia, la Russia, il Canada, gli USA e il Giappone". Molti Governi hanno mancato di esprimere un serio impegno, e anche l'Europa non è stata in grado di isolare la Polonia riguardo al trasferimento dei crediti di emissione avanzati dal primo al secondo periodo di validità del Protocollo di Kyoto. Gli Stati Uniti rimangono fuori dal Protocollo, mentre Cina, India, Sud Africa e Brasile ancora non dimostrano il loro potenziale positivo di intervento. Tutti questi attori "potrebbero prendere esempio dalla Repubblica Dominicana che, non avendo neppure una minima parte delle loro risorse economiche, si è impegnata a ridurre del 25% le emissioni di gas serra al 2030 rispetto ai livelli del 1990, unilateralmente e attraverso fondi nazionali", fa notare Greenpeace. Un segno positivo, però, arriva dalla società civile che si oppone al carbone e chiede un cambiamento reale. "Qui a Doha, per la prima volta nella storia, le persone hanno marciato per chiedere una vera leadership per affrontare il cambiamento climatico - continua Midulla, del Wwf Italia- Il passo avanti più significativo a Doha è stato quanto accaduto fuori dai negoziati". Movimenti sociali, organizzazioni sindacali e società civile "hanno unito le proprie forze contro la mancanza di ambizione e urgenza portata al tavolo dai governi. Torneremo a casa e lavoreremo insieme per garantire che i governi agiscano con la velocità e la forza che la crisi climatica richiede. E questo include un accordo equo, ambizioso e vincolante nel 2015".

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