(Adnkronos) - L'associazione comunita' Papa Giovanni XXIII ha consegnato alla commissione la propria esperienza: otto case famiglia a conduzione familiare su tutto il territorio toscano; 50 bambini ospitati, la maggior parte disabili gravissimi, affidati ai servizi sociali e collocati presso le case famiglia. Oltre ai disabili anche bambini normodotati e anche adulti (accoglienza per ragazzi di strada, per esempio): per il 60 per cento delle persone ospitate la Comunita' riceve una retta, il restante 40 ne e' sprovvisto. Associazione nazionale, alla fine del percorso di riconoscimento in Regione Toscana, la Comunita' conferma il continuo ricorso ai servizi sociali, come pure l'esistenza di controlli a cadenza regolare.