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Toscana: consorzi di bonifica, si affina la riforma (3)

domenica 16 dicembre 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - Non convinto per una "gestione centristica" si e' detto il presidente Rossetti. "Il testo porta avanti una grande riforma, suddivide il territorio in bacini idrografici per una difesa del suolo e un'attivita' di bonifica non piu' fatta a macchia di leopardo. Ragioniamo se la scelta migliore possano essere i sei Consorzi, ma non allontaniamoci dalla spinta innovatrice tracciata dalla Giunta". In linea con Rossetti si e' detto Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd): "Mi convince l'impostazione di sei Consorzi legati al territorio, semmai nutro qualche perplessita' sulle competenze". Citando gli articoli 22 e 42 del testo, Pellegrinotti ha infatti rilevato una "sovrapposizione di ruoli. Dobbiamo semplificare, snellire, rendere il testo comprensibile e quindi efficace". "Cio' che deve preoccuparci - ha concluso - e' la funzionalita' della riforma". Favorevole ad "un centro direzionale unico" si e' detto anche il presidente del gruppo Piu' Toscana Antonio Gambetta Vianna. "Un unico centro sarebbe segno di coraggio - ha affermato - se tale strada non fosse percorribile lavoreremo sui sei comprensori di bonifica". "Una cosa e' certa: la non soddisfazione dei cittadini nei confronti dell'attivita' dei consorzi e quindi la necessita' di arrivare ad una gestione piu' economica". "I tempi sono sicuramente stretti - ha osservato il presidente Ceccarelli - l'unico collegamento che vedo con la Finanziaria e' nei termini della spending review, con il rischio di non poter fare bonifica nei prossimi anni. E dato che i Consorzi non possono essere aboliti con legge regionale sta a noi stabilire, come prima cosa, se lavoriamo su 6 oppure su 1". "Personalmente trovo che la proposta a sei possa rappresentare i tre principi di autogoverno, sussidiarieta' e rappresentanza che siamo tenuti a garantire - ha sottolineato - nell'interesse dei cittadini e del territorio toscano. Per omogeneizzare e portare risparmio e' anche utile la creazione di una sorta di centro di servizi". Molti dei nodi della riforma saranno sciolti giovedi' 13 dicembre, quando le commissioni Agricoltura e Territorio si riuniranno per licenziare l'atto, quindi a mettere la parola fine tocchera' all'aula, la prossima settimana.

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