Roma, 13 dic. (Adnkronos Salute) - La questione del San Raffaele "si trascina ormai da troppo tempo, e' il caso che la Regione intervenga sbloccando, almeno in parte, i 260 milioni arretrati. Periodicamente la situazione delle cliniche della famiglia Angelucci torna alla ribalta delle cronache, l'ultima volta ad agosto, prima ancora a marzo, sempre con la stessa minaccia di licenziamenti in massa. Bisogna evitare che pazienti e lavoratori paghino le responsabilita' delle imprese e della Regione". Cosi' Antonio Palagiano, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali, dopo la paventata chiusura di tredici strutture del Gruppo San Raffaele nel Lazio, si rivolge al Commissario Enrico Bondi, chiedendogli quali misure intende adottare per tutelare pazienti e lavoratori. "Oltre ai tagli lineari, che hanno portato riduzione di servizi senza diminuzione di sprechi - aggiunge Palagiano - a pesare sul servizio sanitario laziale sono anche i ritardati pagamenti. Indubbiamente i fondi, se comprovato che dovuti, vanno stanziati, anche per evitare che rivendicazioni economiche possano avere ricadute su livelli occupazionali e assistenziali. La ventilata chiusura delle strutture del gruppo comporterebbe, infatti, secondo quanto riferisce l'azienda, il licenziamento di oltre 2.074 lavoratori e seri problemi dal punto di vista dell'organizzazione sanitaria". "Per questo, e in considerazione dell'esito negativo dell'incontro con il Commissario Bondi, la Commissione d'inchiesta che presiedo invita il Commissario stesso a rendere noto quali misure la Regione Lazio e le Asl laziali intendono predisporre per prendersi cura degli oltre 2.000 assistiti ricoverati, attualmente, nelle numerose strutture del gruppo".