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Natale: pasti caldi e cure mediche gratis, porte aperte a Asili Notturni e Piccolo Cosmo Torino

domenica 16 dicembre 2012

2' di lettura

Torino, 16 dic. - (Adnkronos) - Squadra e compasso li portano nel cuore e sono pure scolpiti in bronzo sulle mura degli edifici e negli ambulatori medici. I grembiuli, pero', hanno scelto di indossarli per servire gli ultimi. Quelli che nessuno vuole vedere. "A Natale saremo aperti come sempre. Non ci fermiamo mai, anzi nel 2013 iniziamo le cure dentistiche ai portatori di handicap e ai bambini poveri. Di persone da aiutare ce ne sono migliaia", dice all'Adnkronos Sergio Rosso, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia e dal 1981 presidente degli 'Asili Notturni Umberto I' di Torino e 'Piccolo Cosmo', le Onlus che fanno riferimento al Grande Oriente d'Italia e che ogni anno offrono gratuitamente migliaia di posti di letto ai senza tetto, cure mediche e 100.000 pasti caldi. I tre ambulatori dentistici, anch'essi interamente gratuiti, ritenuti i piu' operativi d'Italia, hanno erogato 3.500 interventi con oltre 400 protesi fisse e mobili. "Abbiamo un motto -spiega Rosso- 'apriamo la porta a chi le trova tutte chiuse'. Di poveri e bisognosi in questi anni ne abbiamo assistito piu' di 100.000 - spiega Rosso - li vediamo passare un giorno, e poi tornano. Trovano un pasto caldo, un letto dove dormire, affetto e cure mediche, ambulatorio psichiatrico, dentistico, assistenza per pratiche legali. Tutto e' sempre gratis. Siamo a fianco degli ultimi anche con il Centro per la cura del disagio psichico". Una volta erano gli 'angeli laici' dei clochard, ora i bisogni hanno altre gambe. "La poverta' e' sempre piu' giovane -sottolinea- l'eta' media di chi bussa alle nostre porte e' sui 35-40 anni. Li portano a noi la disoccupazione, la disgregazione familiare, storie andate storte. Noi li accogliamo perche' sono uomini e donne come noi, e perche' la solidarieta' deve essere concreta. Con le parole non si curano i malati e neanche si riempiono le pance. Per la qualita' del nostro servizio, siamo considerati l'ente che viene subito dopo il Cottolengo". "Nei dormitori e nella mensa -fa notare ancora Rosso- la maggior parte sono italiani. Della crisi non parlano, la vivono sulla propria carne, a volte maledicono il destino. Noi stiamo ad ascoltarli in modo qualificato, con equipe di psichiatri e psicoterapeuti. Ce ne prendiamo cura con spirito di fraternita' e solidarieta' concreta, perche' questo e' il vero volto della Massoneria. Diamo loro una mano concreta, e loro sanno che ci siamo sempre". (segue)

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