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'Restart Party', a Londra è guerra all'information technology usa e getta

Riparare, e imparare a riparare, per contrastare la crisi e dare una mano all'ambiente
domenica 28 ottobre 2012

3' di lettura

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Riparare, e imparare a riparare, per contrastare la crisi e dare una mano all'ambiente, rispolverando competenze artigiane dimenticate invece di buttare via quello che non funziona più. Per chi non ha dimestichezza con cacciaviti e fili elettrici, e per chi invece vuole mettere a disposizione degli altri le proprie capacità, nasce The Restart Project (therestartproject.org), progetto di condivisione di informazioni e capacità che ha l'obiettivo di stimolare un modo più responsabile di utilizzare gli apparecchi elettrici ed elettronici, dal pc alle radio. L'idea è di Ugo Vallauri e Janet Gunter, 35 e 33 anni, che a Londra si occupano di tecnologie per la comunicazione nell'ambito dello sviluppo. Ad accomunarli, l'esperienza fatta nei Paesi in via di sviluppo dove, contrariamente a quanto normalmente accade, sono stati loro ad imparare qualcosa: e cioè che gli occidentali sono degli spreconi. Nella capitale britannica organizzano i "Restart Party", incontri pubblici in pub, biblioteche o gallerie d'arte a cui partecipano volontari disposti ad aggiustare oggetti vari portati da persone di ogni genere. Con un discreto successo, tanto che l'obiettivo è di organizzare gli "incontri riparatori" anche in altri Paesi, "e magari tornare in Italia con un 'Restart Italy, perché no?", dice all'Adnkronos Ugo Vallauri, che è originario di Bra. Per chi volesse aderire e contribuire a diffondere il progetto, basta contattare Ugo e Janet attraverso il sito, twitter o facebook. Nel frattempo, ai Restart party londinesi arrivano persone di ogni genere: "c'è chi vuole riparare la radio a cui è affezionato e chi, colpito dalla recessione, non ha i soldi per comprarsi un pc nuovo, ma c'è anche chi ha portato ad aggiustare il lettore dvd e gli hanno risposto che non conviene, meglio comprarne uno nuovo", spiega Ugo. Restart Project è anche una piattaforma online che punta a stimolare la collaborazione degli utenti per creare una mappa 'dal basso' delle attività commerciali e dei singoli a cui rivolgersi per riparare un apparecchio o comprarne uno di seconda mano, e creare anche gruppi di 'riparatori volontari' e fornire agli utenti consulenza immediata e suggerimenti utili per fare da sè le riparazioni, magari con un tocco di creatività. "L'obiettivo è anche quello di utilizzare la rete per rigenerare abilità e competenze, soprattutto nei giovani che cercano di crearsi nuove opportunità di lavoro. Un lavoro - aggiunge Ugo Vallauri - che sia davvero in linea con la green economy: aggiustare invece di creare rifiuti". Quegli stessi rifiuti elettrici e d elettronici che Ugo, in Kenya, ha visto accumularsi in enormi discariche illegali, mentre collaborava con la Ong inglese Computer Aid che recupera pc usati per distribuirli a basso costo in Africa e in America Latina. "Vorremmo cercare di stimolare un approccio diverso con queste tecnologie e rivedere la folle velocità con cui ne compriamo sempre di nuove, e rimediare al fatto che, quando si rompono, ormai non sappiamo più a chi rivolgerci e preferiamo comprane di nuove", spiega Ugo. Su therestartproject.org si vuole anche a creare un database online che serva a raccogliere informazioni utili sul mondo dell'Ict: dalla qualità dei servizi alla durata di vita di un prodotto, alla disponibilità dei pezzi di ricambio e di assistenza nonché quali sono le aziende che posseggono certificazioni verdi. E per il futuro prossimo "pensiamo di sperimentare nuove forme di riparazione, sia utilizzando spazi dismessi e creando shop temporanei, sia dando vita alla figura del 'riparatore a pedali' che giro per la città offrendo le proprie competenze". Ispirato alla figura dell'arrotino italiano.

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