Roma, 23 ott. (Adnkronos) - "Per la prima volta dal 2006 torniamo in corteo per le strade della capitale, in 10mila, per chiedere che si rimetta al centro dell'agenda politica del Paese la crisi della giustizia. Basta con interventi spot, con leggi che limitano i diritti dei cittadini, aumentando i costi e riducendo le possibilita' di accesso al servizio". E' quanto afferma Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), alla fine della lunga manifestazione che ha visto sfilare gli avvocati con una fascia tricolore al braccio e con una rappresentazione di un corteo funebre che raffigurava la 'morte della Giustizia'. "Tra media conciliazione obbligatoria -spiega de Tilla- aumenti dei contributi unificati, filtri in appello e chiusura di circa 1000 uffici giudiziari, fare un processo e' diventato una corsa ad ostacoli. Tutto cio' con un arretrato elefantiaco e una lunghezza dei procedimenti infinita. In questo contesto non mancano i continui tagli, il personale insufficiente, il perseverare negli sprechi, tra esternalizzazione dei servizi, braccialetti elettronici e un'orgia di imprese private che si occupano di intercettazioni. Una situazione grave e che peggiora di giorno in giorno". (segue)