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Salute: le innovazioni in cardiologia protagoniste delle Giornate cardiologiche torinesi

domenica 28 ottobre 2012

2' di lettura

Torino, 24 ott. -(Adnkronos) - Per tre giorni, da domani a sabato, i massimi esperti della cardiologia mondiale si danno appuntamento a torino in occasione delle XXIV Giornate cardiologiche torinesi a cui partecipa una platea di oltre 400 persone, tra medici e infermieri. Durante i lavori, specialisti americani rappresentati dal Gruppo della Mayo Clinic di Rochester in Minnesota e cardiologi da tutta Europa presenteranno le ultime novita' in tema di trattamento delle coronaropatie, mentre saranno presenti contemporaneamente tutti gli autori delle recenti scoperte nel campo del rischio di morte improvvisa nei soggetti con cuore apparentemente sano. Presidenti del congresso Fiorenzo Gaita, direttore della Cattedra di Cardiologia presso la Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' di Torino e Sebastiano Marra, direttore della Cardiologia Ospedaliera dell'Ospedale Molinette. E proprio le  Molinette saranno in primo piano con l'illustrazione di tecniche innovative,  come il trattamento interventistico delle malattie degenerative valvolari in pazienti inoperabili e le onde d'urto per curare i pazienti con angina cronica refrattaria alle usuali terapie, terapia presente in Italia solo nel nosocomio torinese  che permette di migliorare in modo  significativo il dolore anginoso nei pazienti che, avendo gia' subito procedure di by pass e di angioplastica, non rispondono piu' alle terapie farmacologiche e quindi sono fortemente invalidati da sintomi che li costringono a continui ricoveri ospedalieri. Il convegno si aprira' con una discussione tra esperti sui pro ed i contro delle nuove molecole in grado di prevenire la fibrillazione atriale, l'aritmia cardiaca piu' comune che colpisce dal 5 al 15 per cento della popolazione tra i 50 e i 70 anni e che puo' aumentare di 5 volte la causa di ictus e di microemboli al cervello. Infine, si parlera' di morte cardiaca improvvisa, che in  Italia e' responsabile del 60-70% di tutte le cause di morte cardiovascolare, con un numero di decessi che supera i 70.000 l'anno, e della riscoperta di 'vecchie' molecole considerate oggi  farmaci salvavita per la maggior parte di questa sindrome.

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