Taranto, 24 ott. (Adnkronos) - "I piu' 'avvelenati' siamo noi agricoltori, altro che la catena alimentare". Lo afferma Gerardo Giovinazzi, presidente di Confagricoltura Taranto, a proposito del timore paventato dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che durante l'incontro con la Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti ha sostenuto d'avere il "sospetto che un peso considerevole nella diffusione delle malattie, come testimoniato dallo studio Sentieri, abbia a che fare con l'inquinamento della catena alimentare". "Un sospetto, quello del ministro, che per quanto ci riguarda e' una vera e propria corbelleria", attacca Giovinazzi. "L'inquinamento con la catena alimentare non ci azzecca nulla - continua - per due motivi: il 90% della carne italiana proviene dall'estero e, ad esempio, tutte le verdure non rientrano nelle derrate in cui si puo' accumulare diossina. Allora cosa c'entra la catena alimentare con le malattie diffuse a Taranto, Statte e nell'intera provincia?". Il presidente di Confagricoltura non ci sta a veder finire sul banco degli imputati, seppure di riflesso, il settore agricolo e le migliaia di aziende che vi operano rispettando, assicura, criteri di sicurezza alimentare e di qualita'". "Non posso mandar giu' l'ennesimo vergognoso attacco all'agricoltura ionica - sostiene con forza - soprattutto alla vigilia della produzione di clementine, ortaggi e olio d'oliva, prodotti che portano il nome della Puglia in giro per il mondo. Il problema e' che se si continua ad appiccicare alla Puglia e a Taranto, in modo avventato, il marchio dell'inquinamento piuttosto che quello delle nostre eccellenze, si massacrano produttori e aziende che nulla hanno a che fare con diossina, pcb e benzoapirene". (segue)