Roma, 25 ott. (Adnkronos Salute) - I medici italiani 'imbracciano le armi' e scendono in piazza. Non per rivendicare un contratto o una convenzione, ma per difendere il Servizio sanitario nazionale, sempre piu' colpito - denunciano - da tagli di risorse e servizi. Un Ssn che, di questo passo, "rischia di garantire sempre meno cure ai cittadini". E' infatti proprio per denunciare una situazione da "allarme rosso" che le piu' importanti organizzazioni sindacali di categoria, dalla convenzionata all'ospedaliera, hanno indetto una manifestazione nazionale, in programma sabato prossimo a Roma. Migliaia di medici e "tantissimi cittadini" sfileranno per le vie della Capitale a difesa di un Ssn che negli ultimi anni ha pagato sulla propria pelle molti tagli, "piu' che in Grecia", afferma il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troie, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'evento. "A dispetto di una spesa tra le piu' basse in Europa, con indicatori di salute tra i migliori - sottolinea Troise - la sanita' italiana e' diventata il settore piu' bersagliato da tagli indiscriminati, incentivando cosi' un processo di privatizzazione del sistema, a tutto vantaggio del privato che opera fuori dal Ssn". Insomma, secondo i camici bianchi il rischio e' di ritrovarsi in prospettiva con "un sistema pubblico povero per i poveri". A pagare dazio saranno quindi soprattutto i cittadini. "Tra manovre e spendine review - sottolinea il segretario generale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza - il rischio di non riuscire a garantire tutti i servizi ai cittadini e' concreto. Il tetto alla spesa di beni e servizi contenuto ad esempio all'interno della legge di stabilita' ne e' la prova. Insomma, in un prossimo futuro, per i pazienti, potrebbero esserci meno lenzuola, meno pasti, meno pulizia nei reparti. E sicuramente piu' ticket". (segue)