Roma, 26 ott. (Adnkronos) - La Pablo di Gianluca Arcopinto, storico marchio nato nel 1998, riprende il suo percorso dopo una lunga pausa iniziata nel maggio 2006 e determinata da un mutato assetto del sistema distributivo italiano e dalle disfunzioni prodotte sul mercato nazionale per il cinema indipendente. Quel circolo vizioso all'epoca aveva prodotto un corto circuito e la conseguente chiusura di una delle case di distribuzioni piu' attente e vicine agli autori italiani. A distanza di sei anni Arcopinto scommette ancora su una distribuzione che cerca alternative percorribili allo strapotere dei blockbuster per ricreare quel circolo virtuoso tra distribuzione, esercizio cinematografico e autori che aveva reso celebre la Pablo quando fu creata. Il marchio rinasce e rinnova il patto che l'ha vista per anni vicina agli autori e al cinema indipendente. L'avventura ricomincia ancora una volta dal Nuovo Sacher, dove lunedi' 29 ottobre prossimo alle 20.45, alla presenza dello stesso Arcopinto, iniziera' il suo percorso in sala 'Il Gemello' di Vincenzo Marra, applaudito alle Giornate degli Autori a Venezia. A questo proposito Arcopinto dice: "Un importante distributore italiano mi disse: quando grandina, e' meglio stare in casa aspettando che passi, piuttosto che uscire. Ecco, - sottolinea - io ho fatto mia quella frase e sono stato in casa per troppo tempo. Adesso ho deciso che, anche se il tempo non accenna a migliorare e la grandine si e' fatta piu' fitta, io voglio uscire, cazzo, e farmi male con quella grandine, che ferendo il mio corpo, lo fa sentire vivo. Si', - aggiunge Arcopinto - bisogna sfidare la grandine e lottare ancora per un cinema non omologato, non allineato, non rassegnato. Io sono pronto ancora una volta a subire delusioni e sconfitte, per inseguire e conquistare delle piccole occasioni di espressione e di visione, come una vera guerriglia. Con il solito disordine, con la solita apparente approssimazione, con la solita infinita passione, anche civile. Mi farebbe piacere - conclude - se tutti quelli che reagirono alla chiusura della Pablo, mi spalleggiassero in questa nuova avventura...". (segue)