Torino, 26 ott. (Adnkronos) - Sono oltre duemila i coltivatori di caffe' coinvolti nel progetto di imprenditoria sostenibile ¡Tierra! , realizzato da Lavazza e Slow Food, in collaborazione con la Ong Rainforest Alliance in sei Paesi. Partito nel 2002 il progetto ha consentito a tre comunita' del caffe', in Peru', Honduras e Colombia, di arrivare alla certificazione del prodotto da parte di Rainforest. Percorso che stanno seguendo anche Brasile e India. Ora il progetto e' stato avviato anche in Tanzania, "qui sono coinvolti 750 coltivatori che danno lavoro a circa 3.750 persone", spiega Giuseppe Lavazza, vicepresidente Lavazza, durante il convegno "Partners for sustainability", al Salone del Gusto di Torino, a cui e' intervenuto insieme a Carlo Petrini, fondatore di Sloow Food e a Daniel Katz a Ana Paula Tavares, rispettivamente fondatore e vicepresidente di Rainforest Alliance. La certificazione della Ong "si basa su 60 parametri - sottolinea Tavares - che comprendono criteri ambientali ma anche sociali (come lo stipendio minimo dei lavoratori) e che sono sia generali sia specifici in base alla coltura e al Paese". I coltivatori riescono a vendere il caffe' "sostenibile" certificato, commercializzato da Lavazza con il marchio Tierra, ad almeno il 20% in piu' di quanto farebbero senza certificazione. E non hanno l'esclusiva con la casa del caffe' piemontese. L'obiettivo del progetto ¡Tierra! anche in Tanzania e' quello di formare in modo costante i coltivatori, garantendo sia la qualita' del loro prodotto,sia agendo in ambito di sostenibilita' economica e sociale, cosi' da permettere loro di entrare con il loro prodotto nel mercato internazionale e riuscire in un prossimo futuro a commercializzare il proprio caffe' in modo indipendente e competitivo. "La nostra azienda ha nel suo dna, fin dalle origini - ha sottolineato Giuseppe Lavazza - il concetto di sostenibilita' e il valore del "rispetto" nei confronti di chi lavora e collabora con noi".