(Adnkronos) - "Al di la' del commento tecnico, che non conta nulla, e della valenza artistica, che e' evidente ed e' quindi inutile soffermarcisi, c'e' la gioia che per questo avvenimento che coincide con i festeggiamenti per i 70 anni di Barenboim, che Abbado dirige nel concerto di martedi'". Lo afferma all'Adnkronos il conduttore televisivo Fabio Fazio, amico di vecchia data di Abbado, che ha ospitato piu' volte il direttore milanese a 'Che tempo che fa' il quale, tre anni fa, ha diretto in trasmissione l'orchestra della Scala. "E' improvvisamente un raggio di luce -prosegue Fazio- una cosa bella, arriva finalmente una ventata di bellezza che speriamo come sempre sia l'impulso per proseguire sulla strada della bellezza. Perche' spesso ci si chiede come mai questo Paese, cosi' ricco di bellezza, sia precipitato nella miseria quotidiana. Spero che questo ritorno sia di buon auspicio". Di "evento memorabile" parla anche lo storico dell'arte e musicofilo Claudio Strinati, che attribuisce al ritorno di Abbado anche un valore "simbolico". "Il fatto che Abbado -spiega Strinati all'Adnkronos- avesse legato il suo nome alla Scala in modo cosi' forte e con altrettanta forza se ne fosse allontanato, da' un valore simbolico molto forte al suo ritorno in quel contesto 'eletto' che ha una storia 'eletta'. Questo perche' Abbado, vero milanese, esprime quella cultura laica che ha avuto la sua patria nella Milano degli anni d'oro. E adesso, che ha una leadership notevole nell'agone internazionale, va a consolidarla alla Scala, tra l'altro con Daniel Barenboim, due figure con un'alta coscienza politica dell'arte. Questo ne fa un evento straordinario. E' come se si assistesse -conclude Strinati- a una lunga storia che e' gia' incardinata in quel teatro".