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Governo battuto sulle concessioni demaniali, proroga di cinque anni

Wwf: "No a miniproroga spiagge"
domenica 9 dicembre 2012

2' di lettura

Roma, 5 dic. (Adnkronos) - Il governo è stato battuto sulla proroga delle concessioni demaniali, in commissione Industria al Senato. L'emendamento al decreto legge sviluppo prevedeva, in una prima versione, uno slittamento delle concessioni fino al 2045; la proposta aveva suscitato molte critiche e il parere contrario del governo. Nella versione approvata dalla commissione, nonostante il termine della proroga sia stato fissato dal 2015 al 2020, è rimasto il parere contrario del governo. "No a una miniproroga di 5 anni delle concessioni balneari.Il Governo non ceda ma punti sull'ultima spiaggia' del maxi-emendamento per far sì che il termine delle concessioni resti fissato al 31 dicembre 2015". Così il WWF Italia commenta il sì della Commissione bilancio del Senato all'emendamento che allunga al 2020 il termine delle concessioni per le spiagge. In questo modo, prosegue la nota, l'Esecutivo "non solo direbbe no al rischio di un nuovo scempio ambientale, con una prolungata cementificazione delle coste, ma garantirebbe il rispetto della direttiva europea sulla libera concorrenza Bolkestein", evitando il rischio di nuova sanzione da parte dell'Ue per violazione delle norme. Il Governo dei tecnici, dice ancora il Wwf "rispetterebbe così anche il proprio mandato di contribuire a sanare i conti dello Stato italiano, tra l'altro in un periodo di piena crisi economica". Secondo il dossier messo a punto dallo stesso Wwf Italia, dal titolo 'Spiagge d'Italia: bene comune, affari per pochi', sui nostri litorali ci sono 12mila stabilimenti balneari, uno ogni 350 metri, per un totale di almeno 18.000.000 metri quadri e 900 km occupati, ovvero quasi un quarto della costa idonea alla balneazione. Un giro di affari che per il Wwf interessa 30.000 aziende e circa 600.000 operatori, indotto compreso, con canoni "spesso irrisori" rispetto ai reali profitti delle strutture attuali, favorito da un'applicazione normativa sulle aree demaniali "che ha travalicato lo spirito della legge". Quanto al risvolto occupazionale, il Wwf Italia ritiene che per salvaguardare le imprese familiari ed il loro legame con il territorio, "occorre individuare una forma di applicazione della direttiva Bolkestein dove l'elemento di valutazione, ai fini dell'assegnazione di un area demaniale, non può essere la sola offerta economica, ma la scelta di un progetto di gestione indirizzato ispirato a criteri di sostenibilità, salvaguardia, promozione territoriale, qualità dei servizi, legame dell'impresa col territorio".

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