Taranto, 5 dic. - (Adnkronos) - Ha detto di aver utilizzato "una corda trovata nel garage" per uccidere la nipote Sarah Scazzi, 15 anni, il 26 agosto 2010 ad Avetrana in provincia di Taranto. Sono le parole pronunciate da Michele Misseri prima che il suo avvocato di fiducia, Armando Amendolito, chiedesse la parola alla Corte e interrompesse l'esame testimoniale che veniva condotto dal difensore della figlia, l'avvocato Franco Coppi. "Io ho chiesto a Sarah di andarsene, io l'ho sollevata per farla andare ma lei mi ha dato un calcio - ha detto - Da questo calcio e' partito tutto. L'ho afferrata alle spalle e ho preso un pezzo di corda, avvolgendola con tre giri. Ma di questo me ne sono reso conto dopo". Quindi Misseri ha spiegato che "stava suonando il telefono di Sarah". Ad un certo punto la ragazza "si e' accasciata - ha continuato il testimone - ed e' caduta sul compressore. Non so nemmeno io quanto e' durato tutto. Sono rimasto scioccato e non sapevo cosa dovevo fare in quel momento". (segue)