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Salute: rapporto, dieta mediterranea addio, italiani sempre piu' grassi

Salute
domenica 29 aprile 2012

4' di lettura

Roma, 23 apr. (Adnkronos Salute) - Dieta mediterranea addio. Ed è così che continua a crescere, anche se di poco, la percentuale di italiani che ha problemi con la bilancia: nel 2010, oltre un terzo della popolazione adulta (35,6%) era in sovrappeso, mentre una persona su 10 era obesa (10,3%); complessivamente, quasi il 46% degli 'over 18' aveva dei chili di troppo (era il 45,4% nel 2009). Sono i dati della nona edizione del Rapporto Osservasalute (2011), presentata oggi all'Università Cattolica di Roma. Forse anche per colpa della crisi, che fa impennare i prezzi di frutta e verdura, in Italia cala il consumo consigliato di frutta e verdura, infatti nel 2009 si registra per la prima volta una flessione della frequenza di coloro che dichiarano di consumare 5 e più porzioni al giorno di 'verdura, ortaggi e frutta'. A mangiarne di più sono coloro che spesso consumano i pasti a mensa e al ristorante. L'evoluzione dei consumi alimentari ha messo in evidenza il ruolo della mensa come luogo di consumo dei pasti in relazione all'assunzione giornaliera di verdura, ortaggi e frutta.Quanto al 'girovita' che ne consegue, confermato il gradiente Nord-Sud: le Regioni meridionali presentano più persone in sovrappeso (Molise 41,8%, Basilicata 41%) e obese (Basilicata 12,7%, Puglia 12,3%) rispetto alle regioni settentrionali (sovrappeso: PA di Trento 30,9% e Lombardia 31,4%; obese: PA di Trento e Liguria 7,8%). Confrontando i dati con quelli dell'anno precedente si osserva in diverse Regioni, sia al Nord che al Sud, una tendenza all’aumento delle persone in sovrappeso, soprattutto in Valle d'Aosta (31,7% vs 35,2%), in Sardegna (32,3% vs 35,7%) e in Friuli Venezia Giulia (34,5% vs 38%). Anche l'età pesa sulla bilancia, perchè la percentuale di popolazione in condizione di eccesso ponderale cresce all'aumentare dell'età: il sovrappeso passa dal 15,7% della fascia di età 18-24 anni a oltre il 45% tra 65-74 anni, mentre l'obesità dal 3% al 16,2%. Nelle persone di 75 anni e oltre il valore diminuisce lievemente (sovrappeso: 43,2% e obesità: 13,8%). In questo quadro gli uomini stanno peggio delle donne: risulta in sovrappeso il 44,3% del 'sesso forte' rispetto al 27,6% della controparte femminile e obeso l'11% degli uomini e il 9,6% delle donne. In sintesi, nel nostro Paese, nel periodo 2001-2010, è aumentata sia la percentuale di coloro che sono in sovrappeso (33,9% vs 35,6%) sia quella degli obesi (8,5% vs 10,3%). Particolarmente preoccupanti i dati sui bambini in sovrappeso o obesi: la prevalenza è pari, rispettivamente, al 23% e all’11% dei piccoli da 6 a 17 anni, con valori più alti nelle regioni del Centro e del Sud del Paese. Continua però il trend in lieve crescita degli sportivi, già visto nella precedente edizione del Rapporto: nel 2010 il 22,8% della popolazione italiana con età ≥3 anni praticava con continuità, nel tempo libero, uno o più sport (nel 2009 era il 21,5%, nel 2008 il 21,6%). Il trend in aumento è continuo dal 2001 quando gli sportivi erano appena il 19,1% della popolazione. Al contempo, la percentuale dei sedentari è diminuita (da 40,3% a 38,3%), soprattutto tra le donne (da 46,1% a 42,8%). Il 10,2% degli italiani pratica sport in modo saltuario; il 28,2% dichiara di svolgere qualche attività fisica (fare passeggiate per almeno 2 Km, nuotare, andare in bicicletta etc); è sedentario il 38,3% della popolazione. Siamo invece ben lontani dalla vittoria nella lotta all'alcol. I non consumatori nel 2009 risultano pari al 28,7% della popolazione (29,4% nel 2008), mentre diminuiscono di un punto percentuale gli astemi, cioè coloro che non hanno mai bevuto; gli astemi si riducono tantissimo in Abruzzo (-9 punti percentuali). La prevalenza dei consumatori a rischio è pari al 25% degli uomini e al 7,3% delle donne, senza differenze significative rispetto alla precedente rilevazione (nel 2008, il 25,4% degli uomini e il 7% delle donne). La prevalenza di consumatori a rischio 11-18enni raggiunge, nel 2009, il 17,7% dei maschi e l’11,5% delle femmine e non ci sono differenze significative a livello regionale.Infine, nonostante le campagne anti-tabagismo nel nostro Paese fuma ancora una persona su 4, perlopiù giovani di 25-34 anni. Nel 2010 fumava il 22,8% degli 'over 14' confermando il trend degli ultimi anni. Gli uomini smettono più delle donne: nel 2010 fumava il 29,2% uomini, circa 2 punti percentuali in meno rispetto al 2001; invece le donne non smettono di fumare, la percentuale di fumatrici si mantiene invariata (16,9% sia nel 2001 sia nel 2010). Il vizio è diffuso, soprattutto, tra i soggetti di 25-34 anni (uomini 39,7%; donne 24,4%). Diminuisce il numero di sigarette fumate al giorno: 12,7, in netta diminuzione rispetto al 2001 dove erano 14,7; il dato aumenta scendendo verso le regioni del Sud.

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