(Adnkronos) - Tre giorni dopo il delitto viene arrestato Pietro Vanacore, il portiere dello stabile, ritenuto 'reticente' dagli inquirenti. E' l'ultima persona ad aver visto Simonetta viva. Si contraddice durante gli interrogatori riguardo ad alcuni vasi che avrebbe annaffiato all'ora del delitto. Sui suoi pantaloni vengono rinvenute due piccole macchie di sangue e poi ha le chiavi dell'ufficio di Simonetta. L'ipotesi e' che Vanacore abbia tentato di violentare la ragazza e l'abbia uccisa. Ma le perizie scientifiche smontano la tesi. L'11 marzo del 1992 entra in scena un commerciante tedesco, Roland Voller, che rivela ai magistrati che un giovane 21enne, Federico Valle, era in via Poma all'ora del delitto e quella sera sarebbe tornato a casa con un braccio sanguinante per una ferita. Il sospetto e' che abbia ucciso Simonetta perche' la ragazza era l'amante del padre Raniero. E che sia stato aiutato dal portiere dello stabile, Pietrino Vanacore, che avrebbe ripulito l'appartamento e portato via gli abiti della vittima. Ma il sangue di Federico Valle non corrisponde a quello ritrovato su una porta. Si ipotizza, allora, che le tracce trovate siano frutto di una commistione del sangue dell'uomo e della ragazza, ipotesi, tuttavia, che non trova supporti scientifici. E sebbene sulle braccia venga riscontrata una formazione cutanea di 5 centimetri, non c'e' traccia di cicatrici che possano far pensare a ferite da arma da taglio. Cosi' Federico Valle esce di scena. (segue)