Roma, 27 apr. (Adnkronos) - "Ormai i cassaintegrati nel Lazio hanno raggiunto quota 55mila. E' come se in questa Regione avessimo un capoluogo di provincia poco piu grande di Rieti con tutti gli abitanti costretti a stare con le mani in mano". Lo afferma in una nota il capogruppo Pd alla Pisana Esterino Montino, secondo cui, peraltro, "la Regione agisce con la cassa integrazione ed i contributi europei alle imprese per l'inserimento lavorativo con criteri assai discutibili e certamente poco trasparenti". "Condivisibile l'idea di permettere anche alle piccolissime aziende di usufruire della cassa integrazione ma l'applicazione che ne ha fatto la Regione Lazio lascia molto a desiderare - sostiene - Nell'ultimo anno, per esempio, ha concesso il trattamento straordinario di integrazione salariale anche per un solo dipendente anche a gestori macellerie, lavanderie , bar , panetterie. Le persone interessate da questa singolare forma di cassa integrazione a pioggia sono fino ad oggi 1331", mentre, sottolinea, "legge sul reddito minimo garantito e' stata abrogata da questa maggioranza per far posto ad un uso improprio e sospetto della cassa integrazione". "Guardando i dati - spiega il consigliere Tonino D'Annibale - prende corpo il sospetto di un uso anomalo se non clientelare di questa forma di sostegno al reddito che trovano una accelerazione sospetta in occasione di tornate elettorali. Per esempio nel territorio delle province di Frosinone e Latina hanno usufruito di della cassa integrazione "ad personam" 605 dipendenti su una popolazione di poco superiore al milione , quasi il 50% del totale autorizzato. A Roma e provincia che di residenti ne conta il quadruplo (esattamente 4 milione e 200mila) le integrazioni al reddito sono state solo 572. Certamente e' un dato singolare visto che la crisi ha colpito in egual misura tutta la Regione Lazio". "Nella altre province - prosegue - l'integrazione "ad personam" per esempio e' stata molto piu limitata. A Rieti ne hanno usufruito solo 20 cittadini , 31 a Viterbo mentre altri 103 sono di altre Regioni. Totale 1331. In base a questi numeri si dovrebbe desumere che la crisi ha toccato soprattutto due province del Lazio, in misura assai minore, quasi marginale Roma e provincia e quasi per nulla il resto delle province laziali. Forse e' necessario che l'assessorato faccia chiarezza e spieghi i motivi di questa strana ripartizione del sostegno al reddito". (segue)