(Adnkronos) - Attraverso una attenta rilettura delle testimonianze piu' antiche (dalle Lettere di Paolo, agli Atti degli Apostoli, Eusebio, Girolamo in cui Marco acquisisce la propria autonomia anche di scrittore) si e' tornati anche a discutere della questione dell'identita' dell'Evangelista con il Giovanni Marco figlio di Paolo e di Maria. Lo strettissimo legame tra Marco e Pietro non impedisce peraltro di affermare che la fonte del suo Vangelo non fu solo il fondatore della Chiesa romana ma anche la famiglia stessa di Marco e la tradizione orale paolina, rendendolo dunque testimone autorevole della vita di Gesu', a sua volta fonte per Matteo e Luca. Il libro si occupa poi del culto di San Marco, attraverso il radicamento delle sue reliquie e le intricate vicende della sua testa, che divenne strumento della consacrazione del patriarca di Alessandria e il resto piu' prezioso nella tradizione copta. Per l'Occidente infine la memoria di Marco e' andata oltre l'area veneto-aquileiese: una direzione "alternativa" si e' spinta verso una ricognizione delle tracce lasciate dalla sua figura nell'agiografia latina medievale dedicata ad altri santi. Il percorso nelle fonti "indirette" si e' snodata attraverso la produzione legata ad alcune delle principali sedi vescovili dell'Italia settentrionale, in particolare con due testi relativi a Taranto. (segue)