Roma, 1 ago. (Adnkronos Salute) - Il sole irrita sempre più la pelle degli italiani. Crescono infatti i casi di 'allergie solari', o più correttamente di fotosensibilità, con il risultato che il tanto atteso riposo sotto l'ombrellone si trasforma in una fonte di disagio. Colpa anche di alcuni farmaci, come le creme antinfiammatorie locali usate contro i traumi, ma anche di cosmetici inadeguati, piante irritanti che non vanno d'accordo con i raggi solari e persino di una dieta scarsa di frutta e verdura fresca, sottolineano i dermatologi. L'estate, inoltre, riserva anche altri problemi per la pelle, bersaglio anche per le punture di insetti che il questo periodo sono all'origine di oltre il 20% delle visite dall'allergologo, come spiega Antonio Cristaudo, responsabile Servizio di dermatologia Allergologica dell'Istituto Dermatologico San Gallicano Irccs di Roma. Difficile avere dati precisi sulla crescita dei casi di 'allergia al sole', possibile invece fare qualche stima "dall'esperienza clinica e dalle richieste che ricevo attraverso un blog specializzato, in circa 5 anni è aumentato di circa il 20% il numero di persone che riferiscono allergie o intolleranze alla luce ", sottolinea all'Adnkronos Salute Riccarda Serri, presidente della Skineco, associazione internazionale di ecodermatologia. A 'stressare' la pelle, però, possono esserci anche creme protettive "in particolare i prodotti che creano un film che non fa respirare la pelle. Sono creme occlusive a base di paraffine in eccesso", aggiunge Serri. Anche alcuni filtri solari possono diventare un'arma a doppio taglio e creare danni alla salute. "Alcune di queste sostanze - spiega l'esperta - filtri chimici (come i cinammati), sono imputati di essere disturbatori endocrini, tossici anche per organismi acquatici. Non a caso in molte zone dove ci sono coralli, è vietato immergersi con solari a base di filtri chimici". Per evitare le allergie da sole "è necessario - spiega ancora Serri - preparare la pelle al sole. Le reazioni della pelle, infatti, non vengono fuori dal nulla, ma nascono da abitudini sbagliate. Come ad esempio usare cosmetici inadeguati e mangiare poca frutta e verdura fresche, alimenti che contengono carotenoidi e antiossidanti, necessari per proteggere la pelle". A rovinare una bella giornata all'aria aperta ci sono anche gli insetti, che in questo periodo rappresentano la ragione di una visita su 5 dall'allergologo e riguardano la metà delle 'visite dermatologiche d'urgenza', spiega all'Adnkronos Salute Antonio Cristaudo. I principali nemici sono api, vespe, calabroni e bombi che sono "anche causa delle punture più pericolose perché oltre alle reazioni cutanee ci possono essere problemi sistemici: dall'asma allo choc anafilattico. Rischi che riguardano il 10% degli italiani, più sensibili". Reazioni gravi possono essere provocate anche dalle meduse. "Ovviamente - aggiunge Crisatudo - dipende da tipo di medusa, dalla zona del corpo dove avviene il contatto. Si può andare da un lieve arrossamento fino a manifestazioni gravi, come necrosi che lasciano cicatrici permanenti. Quest'anno però, abbiamo avuto nel nostro centro meno richieste per quanto riguarda le meduse". Sono invece costati gli interventi per le allergie legate al contatto con piante irritanti. "In particolare - continua l'esperto - in questo periodo i problemi riguardano le piante di fico. Pianta, foglia e frutto contengono infatti un latte ricco di sostanze fotosensibilizzanti e fototossiche. L'esposizione ai raggi solari dopo il contatto provoca reazioni della pelle. E purtroppo ci sono ancora persone che utilizzano impacchi fai da te come abbronzanti. Un vero autogol, perché si rischiano ustioni anche gravi". Assolutamente da evitare, quindi, ogni impacco e infuso fai da te per esporsi al sole. Sono infatti diverse le piante che favoriscono la fotosensibilizzazione, "tra queste il bergamotto", conclude Crisatudo.